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Notizie storiche Toscana

Ben poche altre regioni del Belpaese possono vantare un retaggio artistico dai contenuti così profondi e radicati nel territorio e nella cultura popolare come la Toscana.


Ben poche altre regioni del Belpaese possono vantare un retaggio artistico dai contenuti così profondi e radicati nel territorio e nella cultura popolare come la Toscana. Terra di sorprendenti e multiformi molteplicità artistiche, storiche, culturali, monumentali ed urbanistiche, essa si apre all'ammirata perlustrazione da parte dei suoi innumerevoli ospiti ed estimatori, con la fiera consapevolezza di essere stata un faro di civiltà nell'intero Occidente cristiano.
Ancor'oggi le innumerevoli testimonianze dell'arte narrano una vicenda tanto articolata e complessa, quanto unica ed irripetibile, iniziatasi ai primordi della civiltà e proseguita, senza soluzione di continuità, fino ai giorni nostri. Un viaggio in Toscana, agli esordi del Terzo millennio, riveste per il visitatore l'immutato fascino che accompagnava i viaggiatori del Grand Tour.
Chi si accosti per la prima volta alle terre di Toscana non potrà che restare stupito dalla naturale simbiosi tra paesaggio e cultura, tra storia e forme espressive dell'architettura e dell'urbanistica, tra la dimensione urbana e rurale ed il suo patrimonio artistico, architettonico, monumentale e museale. La Toscana, già culla della civiltà italiana ed uno dei maggiori crogioli della moderna cultura europea, non è solo legata alla straordinaria elaborazione di concetti ed a forme e metodi di espressione originale che l'hanno contrassegnata in oltre due millenni di storia: è stata essa stessa fucina di straordinaria produzione artistica, che ha dettato tempi e modi sullo scenario continentale. Basti pensare all'universalità della lezione rinascimentale, partita da Firenze, grazie alla versatilità ed al genio dei suoi straordinari interpreti, e diffusasi ed affermatasi a livello europeo.
La Toscana come laboratorio di esperienze artistiche, come luogo di sintesi e di rilancio in ambito universale. Una sintesi dell'arte in questa regione inizia con le sedi rupestri di Cetona, le statue stele della Lunigiana, le presenze delle antiche civilizzazioni all'Isola d'Elba, per proseguire con le necropoli etrusche, con i segni tangibili del passato romano, le innumerevoli testimonianze del Medioevo, la fioritura del Gotico, l'esplosione del Rinascimento, la ricchezza del Barocco, i Macchiaioli, l'avvento dello stile floreale o Liberty, per giungere alle espressioni artistiche a noi cronologicamente più prossime.

Preistoria
Le prime sedi umane sul suolo della regione fecero la loro comparsa non appena il territorio toscano vide assestarsi il proprio quadro morfologico. Con l'emersione delle terre, la colmata dei grandi laghi e bacini, il delinearsi delle pianure e delle valli fluviali, l'assestarsi dei complessi fenomeni vulcanici indotti dall'apparato amiatino, vennero formandosi condizioni favorevoli agli stanziamenti dell'uomo. I primi aggregati sono testimoniati già dal Paleolitico (Montepulciano), quantunque dal Mesolitico si abbia traccia di cospicui reperti che attestano la presenza di popolazioni culturalmente avanzate e dedite alla pastorizia e all'agricoltura un po' in tutta la regione, da Laterina di Arezzo, alla Tecchia di Equi, alla Grotta del Golino a Talamone. Significative a questo proposito le testimonianze delle sedi di Cetona in Valdichiana. Queste sono riferibili al Paleolitico Medio e documentano la frequentazione dell'Uomo di Neanderthal (grotte di Gosto, di San Francesco e Lattaia), quantunque il popolamento dei luoghi trovi riscontri nei manufatti in ceramica del Neolitico, nelle sedi dell'età del Bronzo (Santa Maria in Belverde, Sarteano) e nella cultura appenninica del tardo Bronzo medio (produzione ceramica più matura ed articolata, con maggior definizione degli ornamenti).
Allo spopolamento degli insediamenti di Belverde, verso la fine dell'età del Bronzo, farà seguito, nel Protovillanoviano, una diffusa espansione delle sedi stanziali, che prelude già alla colonizzazione etrusca di tutta l'area. Questa si sovrappose ai preesistenti substrati culturali locali, nella Toscana meridionale e in quella centrale, almeno sino alla linea dell'Arno, a seguito delle cospicue immigrazioni da nord di genti indoeuropee, dirette verso l'Italia meridionale.
A monte del maggior fiume toscano gli stessi fenomeni migratori determinarono lo stabilirsi di popolazioni del ceppo ligure. La civiltà dei Liguri, insediatisi in un vasto territorio, dall'antiappennino al Mugello, al basso Valdarno, alla Garfagnana, alla Lunigiana, ai territori dell'odierna provincia apuana, ci è stata tramandata dalle scarse ma significative vestigia, prime tra tutte le note "statue-stele" della Lunigiana. Altre cospicue testimonianze della civiltà ligure, sono i "castellieri", formidabili sedi d'altura fortificate, dei quali scorgiamo i resti a Minucciano, Tresana di Massa, alla Pania di Corfino e sul Monte Pisanino.
Permane tuttora l'alea di mistero di una popolazione che presenta ancora molti lati oscuri, dopo che la forzata romanizzazione ebbe pesanti e negativi riflessi sulla sua stessa civiltà e cultura.

Gli Etruschi
Secondo la descrizione fattane da Dionigi di Alicarnasso, storico greco, gli Etruschi erano una popolazione antichissima e unica, non avendo affinità, sia linguistiche che di stile di vita con altre genti. Il termine di Etruschi indica quindi una popolazione vissuta in Etruria, tra il IX ed il III sec. a.C.
La civiltà etrusca rappresenta una delle culture di maggior spessore in Italia e nell'intero bacino mediterraneo. Partiti dalla regione che da essi prende il nome, ovvero dai territori frapposti tra Arno e Tevere, affermarono il proprio predominio anche in altre zone della penisola, dalla pianura padana, all'Emilia, alla Liguria, all'Umbria, al Lazio, alla Campania, intessendo fitti rapporti commerciali con tutte le popolazioni del Mediterraneo.
L'Etruria non assurse mai a rango di Stato unitario; ogni città mantenne sempre una propria autonomia di governo e non di rado vi furono aspri contrasti tra i vari centri. Una delle rare occasioni di aggregazione unitaria era costituita dalle riunioni presso il santuario federale di Fanum Voltumnae. Dodici erano le città principali, che nel VII-VI sec. a.C. costituivano la "Dodecapoli": Veio, Cerveteri, Tarquinia, Vulci, Orvieto, Chiusi, Vetulonia, Volterra, Perugia, Cortona, Arezzo, Fiesole. Si è propensi a credere che a seguito della crisi economica e politica di alcune di esse, sia avvenuta la sostituzione con Pisa, Populonia e Roselle.
Grazie alle campagne di scavo e alle indagini archeologiche, si è potuto riportare alla luce le vestigia delle necropoli, degli insediamenti, delle zone artigianali e dei materiali lavorati. Tra questi spiccano la ceramica ed i metalli, che ci hanno aperto uno spaccato sugli usi, i costumi, la vita quotidiana, i rapporti commerciali e la storia di questo popolo. Se i resti di un santuario del VI sec. a.C., rinvenuto presso la Torre Pendente di Pisa, ed un'imponente tomba a tumulo del VII-VI sec. a.C., scavata nella sua immediata periferia, hanno sfatato la vecchia ipotesi che l'espansione etrusca non avesse oltrepassato l'Arno pisano, per certo sotto la linea di questo fiume si collocano le maggiori aree di interesse etrusco.
Da Volterra (dove si visitano le splendide urne, i sarcofaghi lavorati, le oreficerie ed i bronzi), a Populonia, importante già nel Villanoviano (IX-VIII sec. a.C.) e ricco centro metallurgico di cui oggi restano le necropoli (con le principali tipologie di sepoltura: a pozzetto, a tumulo, a edicola, rupestri) e i ruderi dell'acropoli, a Vetulonia, Roselle, Poggio Buco, Marsiliana, Sovana, Saturnia, Orbetello, Cosa, è tutto un fiorire di centri e di siti di indubbio spessore e significato. Né si potranno trascurare i centri del Senese e della Valdichiana: su tutti Chianciano Terme (con i resti del frontone del Tempio di Fucoli ed altri innumerevoli reperti al Museo Archeologico delle Acque) e Chiusi (con alcune tra le più note tombe dipinte, e gli splendidi cánopi). Ma anche Arezzo (patria della splendida "Chimera", uno dei bronzi etruschi più noti), Cortona (dove fu rinvenuto un famoso candelabro), la stessa Fiesole, Prato ed alcune località del Chianti offrono numerose occasioni per conoscere una civiltà unica quanto misteriosa.

I Romani
A partire dal III sec. a.C. ha inizio il processo di romanizzazione dell'Etruria: dapprima in modo indolore, con la consegna spontanea di diverse città che passano nel raggio d'influenza della potente vicina, poi in misura più coercitiva, nel I sec. a.C., piegando anche le resistenze dei Galli alleati agli Etruschi. Se Roma impose il suo dominio nelle terre etrusche, altrettanto non può dirsi per la cultura, che rimase sempre venata dai preesistenti sostrati artistici e dai modelli, radicati nella popolazione, di indubbia origine etrusca.
L'impronta del dominio capitolino in Etruria si palesa anzitutto con le grandi opere pubbliche. Maestri insuperati nell'arte della costruzione, i Romani provvidero innanzitutto le terre conquistate di nuove infrastrutture viarie, fondamentali per la politica di espansione romana verso il nord ed altrettanto indispensabili per l'apertura di nuovi mercati. Vennero così tracciate le grandi strade consolari: la Via Aurelia (lungo la linea della costa), la Via Clodia (che raccordava Veio alla Via Aurelia), la Via Cassia (da Roma a Faesulae), la Via Flaminia (che stabiliva il collegamento oltre l'Appennino, transitando da Arretium).
Molte città dell'Etruria favorirono il processo di romanizzazione, assumendo un atteggiamento non ostile, quando non di aperto appoggio nei confronti dell'Urbe: è il caso di Arezzo, di Cortona e di Pisa. In seguito, nonostante la vitalità dei centri urbanizzati ed i traffici indotti dalle vie di comunicazione, l'arte conobbe una fase di latenza, almeno fino alla caduta dell'Impero, a causa dei conflitti civili romani, che si svolsero proprio sul suolo dell'Etruria, e del progredire della malaria. Ciònonostante, imponenti vestigia e testimonianze della romanità in Tuscia sono visibili in molte delle maggiori città. Ricorderemo il nucleo centrale dell'urbanizzazione fiorentina attorno a Piazza della Repubblica (l'antico castrum); il teatro e i resti di edifici termali a Fiesole; il teatro, il ninfeo e l'anfiteatro ad Arezzo; i "Bagni di Nerone" a Pisa (dove sono anche visibili i capitelli figurati di un tempio); il teatro e le terme a Volterra; la suggestiva Piazza dell'Anfiteatro a Lucca; le mura ciclopiche a Cosa; le grandiose vestigia dell'antico insediamento di Roselle; la ricorrente simbologia della Lupa Capitolina a Siena.
Ma è nei luoghi più belli e piacevoli della regione dove si evidenzia la presenza dei Romani, che vi costruirono sfarzose dimore e superbe ville. È il caso dei numerosi ruderi delle residenze patrizie all'Is

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