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Arcipelago Toscano

Il clima dell’Arcipelago Toscano è quello tipico mediterraneo in presenza di una forte azione mitigatrice del mare, soprattutto per le isole minori.


Arcipelago della ToscanaIl clima dell’Arcipelago Toscano è quello tipico mediterraneo in presenza di una forte azione mitigatrice del mare, soprattutto per le isole minori.
Le estati sono calde, prevalentemente secche (anche se l’umidità si fa comunque avvertire) e ventilate. Gli inverni sono abbastanza miti. Le piogge sono tipiche delle stagioni intermedie e dell’inverno. Le estati sono piuttosto siccitose.

I venti hanno il tipico andamento di brezza sottocosta, ma divengono piuttosto vari in alto mare. D’estate vi è una prevalenza di levante, maestrale e tramontana, ma d’inverno non mancano i forti venti di libeccio, grecale, mezzogiorno, ponente e scirocco.Rarissime sono le nevicate, anche se la cima del Monte Capanne è imbiancata ogni anno da lievi manti nevosi.
La variegata orografia e l’elevata altitudine di alcune cime sono le condizioni per una maggiore complessità del clima elbano che, soprattutto alle pendici del Capanne, ha influenze di tipo subappenniniche.

Arcipelago della Toscana : CapraiaIl Mare:
In Italia, dopo l’istituzione di alcune riserve, l’Arcipelago toscano è il primo grande Parco marino. La più estesa area protetta dei mari europei.
Il Parco è caratterizzato da una grande varietà di habitat, popolati da svariate forme di vita.
La grande diversità biologica dell’Arcipelago è dovuta, anche, alla varietà delle coste e dei fondali: dalle spiagge dell’Elba alle falesie rocciose della Capraia occidentale, una miriade di specie vegetali ed animali vivono in ogni anfratto di uno dei più affascinanti ambienti naturali: il mare.
Arcipelago della Toscana : MontecristoI fondali sabbiosi sono ricoperti da autentiche foreste sommerse, le praterie di “Posidonia oceanica”, vero polmone verde dell’ecosistema marino del Mediterraneo.
Tra i suoi ciuffi nastriformi vivono, si nutrono e mimetizzano moltissime specie di pesci, tra cui salpe “Sarpa salpa” e boghe “Boops boops”. Sui fondali sabbiosi possiamo incontrare anche il grande bivalve "Pinna nobilis", la cui presenza è in netta ripresa nel Parco e il sempre più raro cavalluccio marino “Hippocampus guttulatus”.

Esperienza indimenticabile è quella di immergersi tra le incredibili tavolozze di colori giallo, azzurro e rosso di una tra le più minacciate biocenosi marine: il coralligeno, rappresentato nel Parco anche dall’ormai raro corallo rosso “Corallium rubrum” .
Arcipelago della Toscana : MontecristoNon mancano le sorprese, la balenottera “Balaenoptera physalus” e il capodoglio “Physeter macrocephalus” frequentano le acque del Parco tutto l’anno, anche se gli avvistamenti sono più facili nelle stagioni intermedie: un buon motivo per visitare l’Arcipelago in primavera ed autunno.
Un Parco che è, dunque, un patrimonio naturale di straordinario valore culturale e scientifico, anche se la presenza delle attività umane ha modificato la qualità degli ambienti naturali. Le spiagge non sono più disponibili per la riproduzione della tartaruga marina “Caretta caretta” che però è stata avvistata all’isola di Pianosa, mentre la foca monaca “Monachus monachus”, ormai rarissima nei mari italiani, sembra ancora frequentare gli anfratti più recessi dell’isola di Montecristo.

Arcipelago della Toscana : MontecristoFlora
I fattori principali che influenzano la vegetazione e la flora dell’Arcipelago toscano sono il clima mediterraneo (caratterizzato da una elevata aridità estiva, a cui si associano l’alta insolazione ed i frequenti venti marini), l’insularità, le antiche interconnesioni con la penisola italiana e con il sistema sardo-corso, nonché i secolari fenomeni di antropizzazione.
Dominano le piante sempreverdi, che possiedono foglie coriacee, protette da un’epidermide robusta e scarsamente permeabile; oppure piante con foglie ridottissime, talora trasformate in spine, o del tutto mancanti, come nel caso delle ginestre.
Delle grandi foreste di leccio che un tempo ricoprivano le isole dell’Arcipelago oggi sopravvivono solo pochi boschi cedui all’Elba, al Giglio e a Gorgona, mentre singoli esemplari sono presenti a Giannutri, Capraia e Montecristo.
La complessità orografica ed altitudinale dell’isola d’Elba ha favorito la conservazione di boschi di castagno “Castanea sativa”; nelle valli più fresche vegeta l’ormai rara felce “Osmunda regalis”; sui rilievi ed in particolare sul M. Capanne è significativa la presenza del tasso “Taxus baccata” e del carpino nero “Ostrya carpinifolia”.
In tutto l’Arcipelago vegetano moltissime specie di orchidee selvatiche che ammantano prati e boschi di fiori dalla delicata bellezza.

Arcipelago della Toscana : MontecristoFauna
Le isole sono caratterizzate dalla presenza di endemismi, sebbene il numero di specie presenti sia generalmente inferiore a quello delle masse continentali adiacenti. Per la conservazione dell’ambiente naturale, questa condizione particolare, determina necessità di tutela, in quanto una scomparsa della fauna, così come della flora, è causa di una sproporzionata perdita di diversità biologica. L’Arcipelago toscano è, in tal senso, un caso tipico.
Arcipelago della Toscana : MontecristoAll’Elba, estinto sin dall’inizio dell’Ottocento il cinghiale maremmano, è stato introdotto una trentina di anni fa il cinghiale centroeuropeo “Sus scrofa”, probabilmente ibridato con i suini domestici. Questa specie, fortemente prolifera, in assenza di predatori naturali, si è riprodotta a dismisura, divenendo un autentico problema per la tutela degli endemismi floristici e la salvaguardia delle colture agricole.
Azioni di contenimento e cattura sono in corso per riportare a livelli sostenibili la presenza di questo ungulato.
Anche a Montecristo, la capra selvatica “Capra aegagrus hircus” ha causato alcuni problemi di gestione dell’area protetta. Il muflone sardo “Ovis musimon” è stato introdotto all’Elba e Capraia, causando non pochi problemi ecologici.
Ma le isole toscane sono anche un grande ponte migratorio tra l’Europa centrosettentrionale ed il continente africano: nelle stagioni di passo si possono osservare spettacolari voli di molteplici specie. Tutti gli uccelli tipici dell’ambiente mediterraneo nidificano o svernano sulle falesie, nella macchia, tra i boschi di tutte le isole.
L’Arcipelago toscano è, infatti, una delle mete preferite dagli ornitologi di tutta Europa.
Tra gli ambienti più ricchi di vita meritano una particolare segnalazione le falesie di Cala Maestra a Gorgona; gli isolotti di Palmaiola, Cerboli e isola dei Topi; Cala Scirocco e Cala Grande a Montecristo; Capo d’Enfola all’Elba; la costa occidentale di Punta del Capel Rosso al Giglio; Punta del Trattoio a Capraia.
Di assoluta rilevanza è la nidificazione, all’Elba e a Capraia, del più veloce predatore alato il falco pellegrino “Falco peregrinus brookei”.
Di grande richiamo per il birdwatching sono il picchio muraiolo “Tichodroma muraria” negli ambienti rocciosi del Giglio e di Capraia; varie specie di rondini e rondoni, tra cui il poco diffuso rondone pallido “Apus pallidus” a Giannutri; così come le colonie di berta maggiore “Calonectris diomedea” e minore “Puffinus puffinus” e di gabbiani reali “Larus argentatus” in tutte le isole dell’Arcipelago, nonché la rara pernice rossa “Alectoris rufa” all’Elba e Pianosa.

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