Di
origine antichissima, sorge su un colle che si alza
nella conca in cui convergono le grandi vallate del
Casentino, del Valdarno superiore e della Valdichiana.
Dal nucleo etrusco, grosso modo corrispondente all'area
in cui oggi si trovano il Duomo, il Passeggio del
Prato e la Fortezza medicea, Arezzo si è dilatata
scendendo verso la piana. Nel monumentale centro storico
prevale un'edilizia di aspetto rinascimentale, cresciuta
nei secoli in cui la città era entrata a far
parte dei domini fiorentini.
Dai giardini del Passeggio del Prato bisogna raggiungere
la Fortezza XVI secolo, non foss'altro che per ammirare
dagli spalti la stupenda vista della città,
nella quale spiccano la torre del Palazzo dei Priori
(sec. XIV) e il campanile del Duomo.
Antichi sapori popolari conservano vie come quelle
dei Pileati e di Borgunto, la quale ultima sbocca
nella scenografica piazza Grande, delimitata in alto
dal Palazzo delle Logge, del Vasari,con ancora sotto
il portico la sequenza delle botteghe originarie.
Di fronte si fanno notare una tipica casa aretina
in mattoni e un'alta torre; sul lato si allineano,
in salita, l'abside" romanica della pieve di
S. Maria, il palazzo del Tribunale con la sua settecentesca
scalinata e il Palazzo della Fratemità dei
Laici " (sec. XIV), una delle bellezze di Arezzo per l'elegante decorativismo prodotto dall'insolito
incontro di grazia gotica e armonia rinascimentale.
La
piazza accoglie ogni l' domo del mese un caratteristico
mercatino d'antiquariato, occasione per conoscere
la spigliata e garbata cordialità aretina.
Nella pieve di S. Maria si fanno ammirare la facciata,
con la sua alta trina di loggette e i bassorilievi'
dei suoi portali, e il solenne interno, con la suggestiva
cripta e l'altare maggiore da cui raggi a un maestoso
polittico' di Pietro Lorenzetti (1320). II caratteristico
campanile con più giri di bifore è stato
ribattezzato "torre dalle cento buche".
Si conservano molti capolavori
tra le raccolte di pittura e di scultura della Galleria
e Museo Medievale e Moderno, dove figura anche un'importante
collezione di maioliche.


Altrettanto
notevole è il Museo Archeologico Mecenate.
(chiusa il primo e terzo lunedì del mese),
che si trova nella zona in cui restano ruderi dell'Anfiteatro
Romano: specchi etruschi, oreficerie, monete, anfore,
statuette, amuleti, frammenti di mosaici,urne, spettacolosi bronzetti arcaici attorniano la celeberrima
serie di preziosi vasi corallini.
(I secolo AC), prodotti aretini d'arte romana caratterizzati
dal colore e dalle stupende decorazioni a rilievo.
Non
lontano, la casa di G. Vasarl. Nella gotica chiesa di
S. Domenico, che fa da fondale ad una piazza alberata,
c'è un magnifico Crocifisso' di Cimabue.
Ma l'appuntamento londamentale, ad Arezzo, rimane quello
con il ciclo di affreschi" dipinto (1453-1464)
da Piero della Francesca nel coro della chiesa di S.
Francesco: narrano 13 Leggenda della Croce e costituiscono,
nella storia della pittura di tutti i luoghi e di tutti
i tempi, uno dei vertici assoluti.
Un altro affresco di Piero, raffigurante la Maddaleoa.,
è poi nel Duomo, dove si impone anche la grande
tomba del vescovo e signore di Arezzo Guido Tarlati
s(sec. XIV), con una straordinaria "alzata"
di formelle a rilievi; stupefacente la luminosa visione
delle vetrate a colori, opera di un famoso maestro francese,
Guillaume de Mar. sillat (sec. XVl).
All'estremità SE della città la chiesa
di S. Maria delle Grazie, preceduta da un portico' di
Benedetto da Maiano (sec. XV), conferma l'importanza
del rinascimento nella vicenda artistica aretina.