Barga

La struttura urbana di Barga è rimasta più o meno quella dell'età comunale (sec. XII-XIV), segnata dalla ragnatela delle strade che si aprono tra l'irregolarità degli edifici.


BargaLa struttura urbana di Barga è rimasta più o meno quella dell'età comunale (sec. XII-XIV), segnata dalla ragnatela delle strade che si aprono tra l'irregolarità degli edifici.
Si entra nel borgo da Porta Reale e si imbocca via del Pretorio, attraversata da vicoli e carraie.
Oltrepassata una piazza, si giunge al Conservatorio di S. Elisabetta, antico monastero delle Clarisse (sec. XV), che custodisce una bellissima pala d'altare della scuola dei Della Robbia (sec. XV-XVI) e un Crocifisso quattrocentesco. Subito si giunge nella parte più alta del castello, dominata dalla mole imponente del Duomo, da cui lo sguardo corre ai tetti del centro storico e, oltre il verde dei colli punteggiati di paesi e casolari, alla corona montana delle Apuane.
La facciata principale del Duomo romanico, costruito a più riprese dal sec. XI al XVI in chiari blocchi di alberese - un calcare locale che acquista tonalità e sfumature a seconda delle condizioni atmosferiche - è l'antico fianco rimaneggiato della primitiva chiesa del Mille.
La porta maggiore è ornata da due esili colonne alla cui sommità si trova un leone aggettante sulla mensola. L'arco è decorato con foglie di acanto stilizzate.
Della chiesa originaria rimangono le bellissime acquasantiere (sec. XII o XIII) e il frammento di un affresco. Il fonte battesimale è una vasca esagonale arricchita dalla statua di S. Giovanni Battista (sec. XIV o XV). L'ambone è un pregevole esempio dell'arte dei maestri comacini.
BargaIl Patrono, S. Cristoforo, è una statua di legno policromo altomedievale che campeggia dietro l'altare maggiore. La cappella di destra è interamente occupata dalle Terre Robbiane, quella di sinistra mostra, in una tavola del sec. XVI, la Barga d'epoca.
Il grande prato che circonda il Duomo conserva nel nome di Arringo il ricordo delle assemblee che vi teneva la comunità medievale. Lo spiazzo è chiuso a nord dal Palazzo Pretorio che fu residenza del Commissario di Firenze dal 1341 al 1859 ed è oggi sede del Museo Civico. Dal piazzale del Duomo si scende, per un'ampia scalinata, alla Chiesa del SS. Crocifisso, dalla facciata tardo cinquecentesca e dall'interno ricco di decorazioni in stucco e oro.
Da via della Speranza si scende all'altra Porta, detta Macchiaia perché apre alle grandi macchie e ai boschi dell'Appennino. Da lì si segue via di Mezzo e costeggiando antichi edifici si giunge in Piazza Garibaldi, dominata dal maestoso Palazzo Balduini (sec. XVI).
Su Piazza Salvi si affacciano due edifici nello stile fiorentino del Cinquecento: la Loggia dei Mercanti e Palazzo Pancrazi, oggi sede del Comune.
La Loggia, elevata su agili colonne, fu costruita quando Cosimo I dé Medici istituì il mercato di Barga (1546), i cui maggiori prodotti erano il sale e la seta.
Il leone di pietra della facciata è simbolo della sudditanza politica a Firenze. Da qui si passa in Piazza Angelio, che per le sue armoniose proporzioni ha il decoro di un salotto all'aperto. Più avanti c'è il Teatro dei Differenti, costruito nel 1795 su uno precedente del 1689, dall'Accademia dei Differenti, promossa e sostenuta dai Medici.
Via di Mezzo è costeggiata da bei palazzi nobiliari settecenteschi, tra cui quelli dei Bertacchi, dei conti Pieracchi, dei Mordini. La chiesa barocca della SS. Annunziata (1595) è a croce latina con vasta navata longitudinale e finte colonne appoggiate alle pareti.
Fuori del centro, la chiesa di S. Francesco (XV sec.) custodisce terrecotte invetriate attribuite alla bottega di Andrea Della Robbia (1453-1525).

Località del territorio di Barga
Castelvecchio Pascoli

Castelvecchio Pascoli ha il suo centro sulla strada che da Barga conduce al Ponte di Campia, ma comprende numerose località. Deve il suo nome al poeta Giovanni Pascoli, che qui nel 1895 stabilì la sua dimora sul Colle di Caprona e visse con la sorella Maria fino alla morte. Casa Pascoli, oggi museo, e' continuamente visitata da turisti e studiosi. Da casa Pascoli, per il vialetto lungo il Rio dell'Orso, si giunge alla chiesa dedicata a S. Nicolò, costruita nel 1600. Davanti alla chiesa si trova il monumento-tomba al Poeta, opera di Plinio Nomellini, regalato da Maria al paese di Castelvecchio, che nel 1923 lo dedicò ai caduti della prima guerra mondiale. A monte del Colle di Caprona sorge l'importante "Centro Turistico Internazionale Il Ciocco", sede di incontri e avvenimenti sportivi a livello internazionale.
Albiano
Qui si trova la villa di campagna residenza estiva della famiglia Mordini. All'inizio del viale di accesso sono due grandi cedri del libano, quivi trapiantati nel 1824. Nel periodo ottobre 1944 - aprile 1945, in cui la linea gotica del fronte si stabilizzò, Albiano venne a trovarsi in terra di nessuno e fu parzialmente distrutta dall'artiglieria e dall'aviazione. Oggi è stata completamente ricostruita ed è meta di numerosi turisti.
Sommocolonia
Sommocolonia fu certamente un avamposto fortificato dai romani. Cinta da mura che racchiudevano due torri, venne parzialmente distrutta dai bombardamenti fra l'ottobre 1944 e l'aprile 1945. E' stato un comune autonomo per lungo tempo, finchè nel 1532 fu incorporato da Barga. Fu il centro della lotta organizzata, contro i Medici, dal barghigiano Amedeo Bartoli, detto Capitan Galletto. Attualmente il paese conserva le caratteristiche di un castello medioevale. Sopra un colle si trova un cippo-monumento alla memoria di un gruppo di partigiani che, il 26 dicembre 1944, morirono combattendo a fianco delle truppe statunitensi.
Tiglio
Tiglio Basso è un paesino a cavaliere del valico che conduce a Coreglia Antelminelli. Da Tiglio Basso si raggiunge Tiglio Alto, in posizione meravigliosa con un panorama sulla Media Valle del Serchio e la catena delle Apuane. Nella chiesa, costruita a guisa di croce e sormontata da una cupola, due bellissime statue di marmo rappresentanti la Vergine e l'Arcangelo Gabriele sono inserite nella cornice ornamentale dell'altare maggiore. Per tutto il medioevo il Santuario di Tiglio fu meta di famosi pellegrinaggi.
Renaio
Renaio è il più importante centro barghigiano per il mercato dei funghi, durante la raccolta estiva-autunnale. Una scorrevole strada, recentemente realizzata, lo collega al capoluogo. Da Renaio è possibile raggiungere una caserma della Forestale in località "La Vetricia" dove un tempo esisteva un'osteria per i viandanti dei due versanti del crinale appenninico tosco-emiliano. La strada, seguendo l'antico tracciato della Via dei Remi, si congiunge, attraverso il Passo del Saltello, a quota 1624, con il Santuario di San Pellegrino in Alpe.
San Pietro in Campo
Questa pianeggiante zona costeggia, all'inizio, il torrente Corsonna poi, fortemente irrigua, si estende lungo il fiume Serchio. In San Pietro in Campo, ove ora è la chiesa, esisteva, attorno al Mille, un monastero di Monache Agostiniane, in seguito trasformato in romitorio di frati. Nel 1723 fu elevato a parrocchia. "L'Arsenale", che ha dato il nome ad una località, era un capannone lungo 22 metri e largo 9, dove venivano rimessi i tronchi di faggio e cerro, che dalla montagna, trascinati da muli lungo la Via dei Remi, venivano sospinti nel Serchio, affinchè, nei giorni di piena, raggiungessero la foce. Qui venivano trasportati all'Arsenale di Pisa, dove venivano trasformati in remi ed altro materiale per la marina da guerra toscana. Il centro di Mologno, ove trovasi la stazione ferroviaria di Barga-Gallicano, è in piena fase espansiva per lo sviluppo edilizio.
Antica Pieve di LoppiaLoppia
A metà strada fra Barga e Fornaci di Barga, sotto strada, è l'antica Pieve di Loppia (X sec.). L'insigne monumento romanico è a tre navate, le finestre sono a feritoia. L'importanza della chiesa di Loppia, dedicata a S. Maria, è documentata da una carta longobarda dell'anno 993. Infatti, nel Medioevo, dalla Pieve di Loppia dipendevano 28 fra parrocchie e chiese da Calavorno a Lupinaia. Nel 1390, dopo alterne vicende storiche, titolo e mansioni passarono a Barga e solo nel XIV sec. fu ricostituita parrocchia. Da Loppia si sale, lungo il ripido "Solco", nel piano di Filecchio, dove vive la maggior parte della popolazione.
Ponte all'Ania
Ponte all'Ania è una grossa borgata all'estremo limite del territorio barghigiano. E' raggiungibile anche dal piano di Filecchio, passando per il paese di Pedona. Durante tutto il tempo in cui Barga e tutte le Parrocchie del suo Vicariato prosperavano all'ombra del governo fiorentino, Ponte all'Ania, trovandosi ai confini del territorio della Repubblica Lucchese, divenne un importante centro commerciale e, per la ricchezza dell'acqua (torrente Ania) la località più industriale del Comune.
Pedona
L'antico castello, per la sua posizione strategica, sbarrava il passo a coloro che, provenendo dalla lucchesia, volevano invadere il barghigiano. Sopra il primo muro di cinta è la chiesa dedicata a S. Maurizio Martire. Già nel 732 esisteva una chiesetta sul colle di Pedona. L'oratorio, che è sempre stato sotto la giurisdizione della Pieve di Loppia, fu distrutto e riedificato molte volte. All'interno della chiesa, sull'altare maggiore, si può ammirare un quadro raffigurante la Vergine col Bambino e San Maurizio, pregevole opera del barghigiano Baccio Ciarpi (morto nel 1654).
Fornaci di Barga
E' il centro più importante e popolato dopo il Capoluogo. Il suo sviluppo inizia nel 1910, anno in cui fu raggiunto dalla linea ferroviaria. Successivamente ebbe inizio la costruzione dello stabilimento della Società Metallurgica Italiana, oggi L.M.I., che copre un'area di 400.000 mq ed occupa quasi 1.000 dipendenti. La piccola borgata di un tempo è oggi una moderna cittadina ed un ricco centro commerciale che si distende prevalentemente lungo la via statale, parallela alla ferrovia Lucca-Aulla.

Share:

Sistemazioni in zona

Mostra sistemazoni su google map


Poggio all'Agnello resort mare Toscana Tombolo Talasso Resort Centro Benessere e Talassoterapia in Toscana Poggio all'Agnello Tombolo Talasso Resort mare Toscana