Capalbio

Nel cuore della Maremma toscana nasce il borgo di Capalbio, un piccolo paese che nella sua unicità raccoglie antiche tradizioni e usanze della Toscana meridionale.


Capalbio: Castello di CapalbioNel cuore della Maremma toscana, circondato dalle campagne coltivate tipiche di questi luoghi e a pochi chilometri dal mare nasce il borgo di Capalbio, un piccolo paese che nella sua unicità raccoglie antiche tradizioni e usanze della Toscana meridionale.
Per quanto riguarda il suo passato alcune documentazioni lo certificano come iniziale dominio dell’Abbazia delle Tre Fontane, ma sappiamo con certezza che il suo territorio fu abitato già in epoche antichissime dal popolo etrusco e da quello romano; a testimonianza di questa dominazione oggi ci restano i ruderi della Città di Cosa, il Castello di Capalbiaccio e numerose altre testimonianze.
Nei secoli successivi quest’area della Toscana subì il controllo dei Longobardi e della stirpe dei Franchi, fu poi un possedimentodalla potente casata degli Aldobrandeschi e successivamente contesa e conquistata dal comune di Orvieto.
Il Castello di Capalbio divenne, nel corso degli anni, dominio della Repubblica di Siena e durante questa dominazione la città si sviluppò in maniera notevole, furono costruite molte vie di comunicazione e venne consistentemente migliorato il commercio, con la massiccia esportazione di merci, che spaziavano dai cibi ai tessuti, fino ai metalli.
I senesi inoltre furono i responsabili della costruzione delle poderose mura per la difesa del borgo dagli attacchi nemici, il Castello, alcune Chiese e numerosi altri edifici.
Successivamente il borgo passa sotto il controllo degli Spagnoli, interessati soprattutto dalla presenza del lago di Burano, ben presto però Capalbio divenne un dominio della famiglia fiorentina dei Medici che cercò di attuare una sorta di bonifica sul territorio che si costituiva come una palude malarica; la politica di questa famiglia favorì notevolmente le condizioni sociali ed economiche del paese.
Al dominio di Firenze seguì quello della famiglia dei Lorena, che portò avanti la politica di risanamenti del territorio già iniziata dai Medici; gli esponenti della nuova casata si applicarono fortemente nella realizzazione di questo progetto e i lavori di bonifica continuarono fino agli anni dell’Unità d’Italia.
Capalbio vide inoltre la presenza di numerose famiglie sul suo territorio, una su tutte quella dei Collacchioni, che proprio nell’omonimo Palazzo che sorge a Capalbio ebbero la loro residenza; queste famiglie vollero continuare l’opera di bonifica, questa volta però a scapito dei contadini e della popolazione; come conseguenza il territorio fu diviso in due latifondi ed è proprio in questo periodo che comincia il fenomeno del brigantaggio in Maremma, con il simbolo di questo movimento che è il personaggio di Tiburzi.
Capalbio fu testimone, intorno al 1950 di importanti decisioni atte a migliorare il territorio; in questi anni infatti venne realizzata la Riforma Agraria e venne istituito l’Ente Maremma, elementi che permisero la costruzione di efficienti vie di comunicazione e che restituirono le terre ai contadini.

Oggi Capalbio si presenta come uno dei borghi di maggiore interesse della Maremma, al suo interno infatti troviamo alcuni importanti edifici, mentre fuori dal paese si ha la presenza delle due antiche costruzioni del Castello di Capalbiaccio, di origine romana, e della Torre di Burano, nelle vicinanze del lago di Burano, costruita dagli spagnoli.

IL MARE
Capalbio: spiaggie di CapalbioLe spiagge di Capalbio si estendono per circa 12 km, confinando a nord con il comune di Orbetello e proseguendo sino alla fine della Toscana. Vi sono solo 3 accessi al mare: all'inizio, alla fine e nel centro. Grazie alla presenza dell'oasi del WWF e ad un afflsso di persone limitato dai pochi parcheggi il litorale è perfettamente conservato.
Ci sono circa 6 km di spiaggia libera delimitatata dalla macchia mediterranea formata prevalentemente da ginepri.
Qui la costa si presenta frastagliata con piccole insenature, promontori, la sabbia va da quella fine a quella ferrosa e nera ed il mare è limpido, dal colore turchino.
Argentario. Per che vuole visitare altre spiagge nelle vicinanze si può raggiungere l'Argentario dove si possono trovare numerose calette ma non sempre facilmente raggiungibili, alcune addirittura accessibili solo in barca. Qualche nome: la spiaggia dell'"Acqua Dolce", la "Cantoniera", la "Spiaggia Lunga" e "La Sanità".

RISERVA NATURALE LAGO DI BURANO
RISERVA NATURALE LAGO DI BURANOLa Riserva del Lago di Burano, riconosciuta anche come Zona di Importanza Internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, è stata istituita nel 1980 ed è gestita dal Wwf. Si trova nel Comune di Capalbio ed occupa una superficie di 410 ettari compresi tra Ansedonia e il Chiarone, di cui 140 occupati dal lago. Partendo dal mare la vegetazione che caratterizza la spiaggia comprende gigli di mare, soldanelle di mare e santoline, cespugli di ginepro fenicio e coccolone. Il sottobosco è formato da lentisco, mirto, fillirea, erica e ginepro, mentre la foresta è composta da leccio, sughere, roverelle, aceri e rovere.
La fauna è molto interessante ed abbonda soprattutto d’inverno quando si possono osservare oche selvatiche, gabbiani, beccapesci, tarabusi e aironi cenerini. Nel canneto della riserva vivono numerosi usignoli di fiume, cannareccioni, forapaglie castagnoli e migliarini di palude. Numerose anche le varie specie di anatre come le morette e i moriglioni. Tra i rapaci troviamo il falco di palude e il falco pescatore.
La macchia è popolata da uccelli silvani come capinere e pettirossi, mentre un ospite tipico è la tortora dal collare. Sul mare sono sempre più frequenti incontri con specie nordiche come la sula. Nei prati si possono scorgere pavoncelle e pivieri dorati. Numerosi i daini. Nella macchia e tra le radure sabbiose della duna vivono l’istrice, il tasso, il coniglio selvatico, la puzzola e il riccio. Tra i rettili la testuggine terrestre e palustre, cervoni, vipere, biacchi, saettoni, lucertole e ramarri.
Come arrivarci:
da Grosseto si imbocca la Statale Aurelia verso sud, si prende il bivio per Capalbio Scalo al Km 131; oltre il passaggio a livello sulla sinistra si seguono le indicazioni per l’Oasi del Wwf.

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