Follonica è adagiata
al centro del golfo che porta il suo nome, tra l’azzurro
del mare ed il verde delle pinete; il suo nome deriva
dalla parola fulloni, i mantici usati nelle fonderie.
La sua storia è legata indissolubilmente all’arte
fusoria e soprattutto alla figura di Leopoldo II di Lorena;
il quale volle che a
Follonica sorgesse una grande fonderia
con una tecnica innovativa. La città, come si conosce
ora, ha quindi una data di nascita ben precisa: il 1832,
quando intorno agli antichi forni medicei sorge il villaggio
fabbrica, embrione della città attuale; da quel
momento l’espansione è stata continua. Oggi
Follonica è una città moderna con un economia
polivalente, e grazie alla bellezza delle spiagge e delle
pinete ed alla sicurezza del mare è, per numero
di presenze, il centro turistico più frequentato
della provincia di Grosseto.

Il passato siderurgico ha lasciato diversi
monumenti importanti come la Chiesa di San Leopoldo, “la
chiesa della ghisa”, progettata dall’architetto
Carlo Reishmmer, e il Cancello Monumentale, ingresso delle
Regie Imperiali Fonderie, chiuse nel 1960.Ma
Follonica ha un passato molto più antico, un passato che
sta tornando prepotentemente alla luce. Durante i lavori
di costruzione della superstrada Aurelia sono stati ritrovati
importanti reperti archeologici risalenti al VII e VI
secolo a.C. Le recenti ricerche archeologiche sui colli
di
Follonica hanno portato alla luce un villaggio del
VI secolo a.c. e due tombe del VII secolo a.C.; attualmente
sono in corso gli scavi dell’edificio meglio conservato.E’
probabile che gli Etruschi di Val Petraia fossero dediti
al taglio del bosco per rifornire di combustibile i vicini
forni di Rondelli. La presenza di tombe del VII secolo
fa supporre l’esistenza di un abitato coevo, che
non è stato ancora ritrovato. In compenso una delle
tombe ha restituito un corredo di ornamenti in bronzo
per le vesti e per l’acconciatura dei capelli.
Numerose fornaci da calce
sparse sul pendio di Poggio Fornello documentano un’attività
importante tanto da lasciare tracce nel toponimo. La coltivazione
del calcare locale e la produzione di calce deve essere
connessa ad una intensa attività edilizia.Nel quartiere
urbano di Rondelli, durante i lavori di costruzione di
un centro commerciale, sono venuti alla luce un complesso
fusorio composto da 21 forni, organizzati in vere e proprie
batterie, ed il villaggio in cui vivevano gli antichi
fonditori. Possiamo definire questo ritrovamento una rarissima
testimonianza della vita reale degli etruschi. I forni
meglio conservati sono ora protetti da una piramide di
vetro. I reperti etruschi di Val Petraia e di Rondelli,
e quelli rinvenuti in altre località del Golfo,
verranno esposti nel costituendo
Museo Archeologico di
Follonica, che verrà allestito nella Fonderia Numero
Due all’interno del complesso siderurgico Ex-Ilva.
Il Museo Archeologico, che esporrà soprattutto
reperti della siderurgia etrusca ritrovati nella nostra
zona, si affiancherà all’esistente Museo
del Ferro e della Ghisa, dove sono esposti reperti ed
utensili usati presso le “Regie Imperiali Fonderie”
Ilva di
Follonica.
I monumenti
Dentro le mura della “Città fabbrica”
Cancello ex Ilva.
E' il portale artistico che dava accesso alla città
fabbrica progettato dall'Ing. Alessandro Manetti e dall'architetto
Carlo Reishammer; è un esempio di manifattura in
stile neoclassico e doveva rappresentare un esempio- campionario
delle capacità delle Fonderia. Sulla sommità
dell'opera appare ben evidente la fiaccola , motivo ornamentale
simbolico per il riferimento alla lavorazione siderurgica;
al di sotto di esso campeggia lo stemma con la croce sabauda
ornato ai lati da due delfini. Impreziosiscono il portale
due cornucopie (motivo classico e simbolo di abbondanza)
e qua e là festoni di frutta neoclassici. La struttura
del portale è formata da colonne pseudocorinzie
con motivo di foglie di acanto.
Casotti di Guardia
Ai due lati del cancello
artistico che consentiva l'accesso all'interno del muro
perimetrale sono posizionati due piccoli ambienti detti
"casotti" in cui da novembre a giugno un picchetto
della guardia di finanza si occupava dei controlli.
Palazzina del Direttore
Palazzina di stile neoclassico, semplice e lineare per
la funzione che doveva assolvere e cioè alloggio
per gli impiegati, costruita dietro uno dei casotti di
guardia tra il 1822 ed il 1832. L'edificio, che aveva
anche un orto adiacente, venne utilizzato prevalentemente
come abitazione sino al 1852 quando vi fu spostata la
direzione dello stabilimento e lì rimase fino al
1960, data della chiusura definitiva.
Palazzo
Granducale
Bella costruzione a tre piani sorta nel 1845 con il fine
di ospitare Leopoldo II durante le sue frequenti gite
a Follonica. All'ultimo piano si trovavano l'ufficio e
l'abitazione dell'ispettore forestale. Attualmente il
Palazzo, che conserva al suo interno stucchi e soffitti
affrescati a tempera con motivi a grottesche, è
la sede del Corpo Forestale dello Stato.
Scuola
Media
La struttura del secolo scorso ospita oggi le scuole medie.
In questo luogo, a metà del Seicento si trovavano
l'osteria, la macelleria e la dispensa. L'edificio, ristrutturato
nella prima metà dell'Ottocento fu adibito in parte
a scuderie ed in parte a laboratorio dei modellisti e
rimase in uso fino alla chiusura dello stabilimento.
Biblioteca Comunale
L'attuale edificio che risale alla prima metà dell'Ottocento
ospitava in origine l'officina meccanica dove lavorarono
sino al 1960 i tornitori; alla chiusura dello stabilimento
il piano superiore venne utilizzato come sede del liceo
scientifico e del I.P.S.I.A e al piano terreno nel 1974
si è insediata la biblioteca comunale che dal 1982
occupa l'edificio totalmente.
Palazzina del
Medico
La semplice costruzione a due piani risalente al 1838
era utilizzata dal medico dello stabilimento con due camere
per il ricovero e di una farmacia ; vi era inoltre situata
la scuola di disegno, mentre al piano superiore c'erano
gli alloggi del medico e degli insegnanti.
Fonderia
N°1
L'imponente edificio che si affaccia sulla Via Massetana
inizialmente utilizzato come magazzino fu, nel 1918, trasformato
in fonderia.
Fonderia N°2
Facevano parte di questa struttura vari ambienti di cui
il primo ad essere costruito fu il forno San Leopoldo
(1835) azionato dall'acqua delle gore. La fonderia artistica
venne ultimata nel 1837. Il forno di Maria Antonia, conservato
parzialmente, entrò in funzione nel 1841.
Forni
delle Ringrane
Edificio della prima metà dell'ottocento era composto
da 14 forni che servivano ad abbrustolire il ferro grezzo.
Forno San Ferdinando
Risulta da documenti del tempo che nel Quattrocento vi
sorgesse un mulino da grano. Nel 1546 vi fu edificata
una ferriera che utilizzava l'acqua raccolta in un grande
bottaccio; nell'ottocento nel complesso venne costruito
un piccolo forno di forma quadrata. Il piccolo forno quadrato
venne ben presto sostituito da un forno tondo azionato
a vento caldo, con consumi di combustibile più
contenuti e produzione migliore, tanto che rimase in funzione
fino quasi alla fine dell'Ottocento.
Il Bottaccio
Un grande serbatoio che serviva ad immagazzinare l'acqua
utilizzata dalla ferriera.
Torre dell’Orologio In origine dove ora è
situata la torretta dell’orologio si trovava una
piccola cappella che nel settecento fu sostituita da un
oratorio e dopo non molto a fianco di questo sorse un
appartamento che divenne la sede della direzione dei forni.
La torre con orologio risale agli anni Trenta del secolo
scorso, si trovavano lì anche due campane di bronzo
artistiche, fuse a Pistoia da Terzo Rafanelli. Dopo la
costruzione del Palazzo Granducale la palazzina della
torre venne suddivisa in appartamenti per i dipendenti
delle Fonderie.
Chiesa di San Leopoldo
Nel 1836 venne posata la prima pietra di questa chiesa,
resasi ormai necessaria ad un insediamento crescente come
Follonica; costruita sulla base del progetto dell'Arch.
Alessandro Manetti e del genero Carlo Reishammer e commissionata
dal Granduca Leopoldo II. I lavori che durarono due anni
(la costruzione venne consacrata nel 1838) videro l'impiego
di un materiale piuttosto insolito come la ghisa per la
maggior parte delle decorazioni tanto da rappresentare
il punto più alto raggiunto dalla produzione artistica
della locale fonderia.
Da molti definito l'edificio più interessante della
cittadina, la Chiesa di S.Leopoldo è un edificio
di stampo neoclassico a croce latina e presenta un bellissimo
pronao la cui peculiarità, l'uso della ghisa, ha
fatto sì che la struttura si sia guadagnata il
soprannome di "chiesa della ghisa". Dighisa
sono le coppie di tre colonne che sorreggono una trabeazione
riccamente decorata e la balaustra a traforo che delimita
l'area del pronao. L'arco centrale è sottolineato
da una cornice in ghisa elegantemente decorata con acroterii
a palmette all'esterno e con una fascia traforata con
cherubini all'interno. Ai lati dell'arco vi sono due fregi
in ghisa modellati nel 1841 dallo scultore Lorenzo Nencini
con raffigurazioni di
San Leopoldo che distribuisce i beni ai poveri: sulla
sinistra vi è la consegna dei pani e sulla destra
la consegna delle vesti (entrambi gli episodisono stati
scelti con l'intento di celebrare l'illuminata opera di
bonifica promossa dal Granduca in Maremma). L'interno,
a navata unica con copertura a capanna e volta a crociera,
presenta ancora una volta l'impiego della ghisa come materiale
per gli arredi sacri: la base del pulpito, la balaustra
del presbiterio, i sostegni delle mense, le colonne che
sottolineano l'abside e gli splendidi candelabri ai lati
dell'altare maggiore. Nel transetto destro troviamo il
monumento funerario di Raffaele Sivieri, primo direttore
dell'Amministrazione delle Miniere del Ferro, costituito
da un busto in marmo firmato da Leopoldo Arcangeli (1839)
e da una lapide inserita dentro una cornice centinata
in ghisa. All'interno dell'arco aperto al centro dell'altare
maggiore è inserito il tabernacolo in marmo eseguito
da Lorenzo Nencini nel 1841; il ciborio, sorretto da due
angioletti posti, secondo un'originale invenzione, di
spalle, presenta un'edicola di forma ottagonale, finemente
scolpita con motivi neoquattrocenteschi (foglie di acanto)
ed è sormontato dalla colomba dello Spirito Santo.
A sinistra dell'altare maggiore si trova una cappella
e all'interno di una nicchia in stucco lucido perlato
vi è il fonte battesimale col piedistallo in ghisa
, la vasca in bardiglio e la pregevole statua in marmo
bianco di San Giovanni Battista scolpita anch'essa dal
Nencini con una tenera attenzione di timbro purista. Sull'altare
della cappella la "Madonna Ilvania" ipoteticamente
riferibile a Leopoldo Arcangeli. Nel braccio sinistro
del transetto si trova un grazioso dipinto ottocentesco
ritraente la Vergine ed il Bambino, popolarmente denominata
"Madonna del Soccorso".
Ex Casello
Idraulico
Recentemente restaurata la palazzina a due piani con corte
privata ed elegante torretta, terrazza sovrastante e copertura
a tetto , fu costruita per ordine del Granduca nel 1840
con il preciso intento di farne "la casa del servizio
idraulico "; lo stabile divenne infatti il centro
direttivo della bonifica delle basse valli del Pecora
e del Cornia. La
La Casa Gobba - Civica Pinacoteca
A. Modigliani
Faceva parte del più antico nucleo abitativo di
Follonica, la costruzione era originariamente una torre
d'avvistamento che fu poi trasformata in ufficio doganale.
L’edificio risalente ai primi anni ’20 (stile
tardo-liberty) fu costruito come casa del fascio che ospitava
al piano terreno sala da ballo e di ritrovo, usata anche
in occasione di convegni e mostre. Negli anni ’70
fu sede dell’Istituto Professionale di Stato e tra
gli anni ’80
e il ’95 è stata sede di uffici pubblici;
l’edificio ora è sede della Pinacoteca Comunale
A. Modigliani, museo che ospita circa 150 quadri di artisti
contemporanei (Giuggioli, Bastianelli, Raddi, Pericci,
Sabatelli, Cicalini ecc.)
La Dogana
Progettata da Alessandro Manetti , costruita nel primo
dopoguerra, venne ben presto assegnata alle guardie di
finanza ed ai doganieri che
prima erano nella Casa Gobba.
La Casa Storta
In origine adibita a caserma e poi ampliata sotto i Lorena,
fu in seguito utilizzata per controllare l'intenso traffico
commerciale.
Monumento ai Caduti
Nel 1925 venne posto in Piazza Vittorio Veneto il complesso
marmoreo a ricordo dei caduti della grande guerra, opera
dello scultore Pietra Santino Giacomo Zilocchi, sotto
la direzione dei lavori dell'Ing. grossetano Porciatti.
Il monumento in marmo bianco è composto da due
monoliti e un libro scolpito in marmo bianco opera di
Piergiorgio Balocchi (docente di scultura all'accademia
di Carrara), l'opera è circondata da pilastrini
in ghisa.
Baracche sul mare
Le baracche e le villette liberty del Lungomare vennero
costruite tra gli anni '20 e '30 per rilanciare l'economia
di
Follonica puntando anche allora sul turismo. Da un
brano dell'Archivio Comunale di
Follonica risalente al
21 Ottobre del 1923 è evidente il desiderio di
basare l'economia del paese su un settore come il turismo,
attuale ancora oggi, "E' certamente un antico desiderio
di questa popolazione di poter avere il controllo della
spiaggia dalla quale si ha ragione di ottenere notevole
sviluppo di movimento di bagnanti se essa sarà
tenuta nelle condizioni necessarie per rendere il soggiorno
piacevole e igienico"; alle baracche in legno si
sostituirono edifici in muratura e villini tanto che ,
ancora in un documento del tempo si legge, "la particolare
caratteristica della spiaggia è che sulla medesima
e per tutta la sua lunghezza sorgono baracche e villini
di proprietà privata che durante la stagione vengono
occupati dai proprietari o ceduti in affitto" e osservando
molte di queste costruzioni si ha l'impressione che il
tempo non sia trascorso.
Terrazza a mare
I giardinetti di fronte al mare ospitano il busto marmoreo
del patriota maremmano Ettore Socci.
Info Follonica
Follonica è una delle località più
sviluppate sulla
costa grossetana. D'estate è letteralmente
presa d'assalto da numerosi turisti, sia italiani che
stranieri, in quanto offre numerose possibilità
di svago e divertimento. Numerosi sono i locali della
città: gelaterie, pub, bar e ristoranti. Nella
zona ci sono anche alcune discoteche come il Tartana,
famosa in tutta la toscana.
Eventi
Festa del Mare
Spettacolo pirotecnico e musica in spiaggia. Viene effettuata
il 14 agosto.
La spiaggia
Carbonifera – Pappasole (6 km dal centro
direzione Nord) Partendo dal centro di
Follonica ci dirigiamo
verso il tracciato della vecchia Aurelia, in direzione
Livorno; percorsi circa 3 km, al termine
di una larga curva verso destra, giriamo a sinistra in
direzione Torre Mozza; passato il cavalcavia giriamo a
destra e percorsi circa 400 metri troviamo sulla sinistra
un grosso parcheggio attrezzato.
Parcheggiato il mezzo ci dirigiamo
a piedi verso la spiaggia, che raggiungeremo transitando
su una passerella in legno che sovrasta il padule, abitato
in inverno da garzette, gallinelle e da una colonia di
tartarughe d’acqua che in estate si spostano lungo
i canali adiacenti. Attraversata la passerella ci addentriamo
nella pineta e percorsi circa 100 metri arriviamo sulla
spiaggia; dirigendosi verso destra troviamo una larga
spiaggia di sabbia chiara che arriva fino al casello idraulico
di Carbonifera. Il mare di questa spiaggia è caratterizzato
a circa 30 metri dalla riva da una scogliera (che sembra
sia il tracciato della strada consolare Aurelia) dove
il mare è sempre basso, limpido e abitato da colonie
di orate, saraghi, salpe e cozze: basta una maschera per
scoprire un mondo nuovo ed incontaminato.
Torre Mozza (5 km dal centro direzione Nord)
Partendo dal centro di
Follonica ci dirigiamo verso il
tracciato della vecchia Aurelia, in direzione Livorno;
percorsi circa 3 km, al termine di una larga curva verso
destra, giriamo a sinistra in direzione Torre Mozza; passato
il cavalcavia ci troviamo di fronte ad una zona adibita
al parcheggio; passata la quale ci troviamo sulla spiaggia.
La torre saracena, che si immerge verso il mare cristallino,
fa da guardia ad un paesaggio selvaggio fatto di dune
sabbiose e canneti; dalla spiaggia si vede tutto l’arco
del
Golfo di Follonica, con a sinistra il promontorio di Punta Ala e a destra quello
di Piombino; nelle giornate limpide si possono vedere,
oltre all’Isola d’Elba, Montecristo, Cerboli,
Palmaiola e la Corsica; la notte le luci di Macinaggio
(Corsica) si confondono e si intrecciano con quelle del
Cavo (Elba) e Piombino. Lungo l’arenile, in direzione
di
Follonica, si trovano campeggi e villaggi turistici
con attrazioni e ampie possibilità di svago e divertimento.
Il Boschetto (3 km dal centro direzione Nord)
Partendo dal centro di
Follonica ci dirigiamo sul Lungomare
Italia in direzione Prato Ranieri, sorpassato il Villaggio
“Golfo del Sole” continuiamo ancora 400 metri,
trovando sulla sinistra una stradina strerrata con una
sbarra che blocca il passaggio agli automezzi; attraversiamo
la sbarra e ci incamminiamo lungo uno strabello che costeggia
un fosso scolmatore della padule (l’acqua è
pulitissima): il fosso è in uso al Club Lega Navale
di Follonica.
Arriviamo quindi sulla spiaggia: sulla destra vediamo
lo skyline di
Follonica ed uno stupendo arenile con il
mare limpido e a ridosso la pineta (all’interno
della quale potete trovare un bar-gelateria); i bagni
privati che sono nella zona noleggiano patini e tavole
a vela.
La Polveriera (2 km dal centro
direzione Sud)
Partendo dal centro di
Follonica ci immettiamo sulla Strada
delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia.
Lasciate alle spalle le ultime case di
Follonica la strada
attraversa una pineta secolare; fatti circa 300 metri
ci inoltriamo, sulla destra, in una stradina sterrata
che entra dentro la pineta; percorsi 200 metri arriviamo
all’arenile, molto ampio. Il mare è basso
e nelle ore di bassa marea forma isolette di sabbia dive
i bambini amano giocare. La pineta alle spalle offre ombra
e refrigerio nelle ore più calde e tanti angoli
dove poter consumare il pranzo al sacco o uno spuntino
veloce; il mare quasi sempre caldo offre un acqua più
calda che in altre zone del Golfo in quanto più
bassa e con pochissime correnti.
Cala Violina (8 km dal centro direzione Sud)
Partendo dal centro di
Follonica ci immettiamo sulla Strada
delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia.
Lasciate alle spalle lu ultime case di
Follonica la strada
attraversa una pineta secolare; fatti circa 2000 metri
arriviamo in località Puntone; sorpassato il canale
adibito al porticciolo turistico, prima di iniziare una
lunga curva in salita, giriamo a destra e percorsi circa
1000 metri la strada diventa sterrata. Continuiamo ancora
e arriviamo ad un bivio: sulla destra possiamo lasciare
le auto e continuare poi sulla sinistra a piedi o con
la bicicletta (poco dopo, infatti, la strada è
interdetta a tutti i mezzi a motore). Dopo la sbarra un
sentiero si addentra nella macchia, con viste mozzafiato
sul Golfo (Le Costiere). Percorsi circa 1500 metri arriviamo
a Cala Martina, piccola spiaggia rocciosa (un monumento
sul sentiero ed un cippo in mare, ricordano la fuga di
Garibaldi inseguito dalle guardie pontificie); continuando
ancora lungo il sentiero e percorsi altri 2500 metri arriviamo
a Cala Violina: qui, immersi nella macchia, troviamo tavoli
e panche per il pic nic ed una spiaggia ampia con un mare
limpido e cristallino. Il nome della spiaggia deriva dal
fatto che camminando sulla sabbia suona come uno strumento
a corda. Vi ricordiamo che siamo nella Riserva Naturale
de “Le Costiere”, è vietato il campeggio
e la sosta dopo le ore 19.00; non si possono accendere
fuochi e soprattutto lasciare rifiuti fuori dai bidoni
predisposti.
Casetta Civinini (15
km dal centro direzione Sud)
Partendo dal centro di
Follonica ci immettiamo sulla Strada
delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia.
Lasciate alle spalle le ultime case di
Follonica la strada
attraversa una pineta secolare; continuiamo in direzione
Castiglione della Pescaia e percorsi circa 10 km arriviamo
al bivio sulla destra per Punta Ala: lo prendiamo e percorsi
circa 2 km arriviamo ad una larga curva sulla sinistra,
al termine della quale troviamo un piccolo cancello in
legno con
l’indicazione Casetta Civinini; entriamo nella pineta
e poco dopo troviamo un parcheggio. All’ombra dei
pini troviamo un piccolo bar e percorsi pochi metri siamo
sulla spiaggia, larga oltre 6 km. Alla nostra destra,
sulla collina, la villa che guarda Cala Civette; alla
nostra sinistra, in lontananza, la Torre Hidalgo e poco
più in alto il Castello di Italo Balbo. Nelle giornate
limpide di fronte a noi la sagoma imponente dell’Isola
d’Elba: siamo sul lembo meridionale del
Golfo di
Follonica, ed il promontorio di Piombino, in lontananza,
chiude questo splendido semicerchio fatto di spiagge sabbiose
e acque cristalline.

La spiaggia è larga una ventina
di metri, in paese. Decisamente più ampio il tratto
a sud del paese stesso, dove fra la spiaggia e la strada
c'è una bella pineta su delle dune abbastanza alte.
Piacevole la passeggiata lungomare, che si affaccia direttamente
sulla battigia. Una caratteristica di
Follonica sono le
case che, a parte il centro, si affacciano direttamente
sull'arenile, quasi fossero parte integrante della spiaggia.
Da visitare, poi, in via Zara, il Museo dei ferri e della
ghisa.
La Sterpaia
Parco Naturale de La Sterpaia unisce Torte del Sale a
Torre Mozza, con un lungo ma omogeneo cordone sabbioso.
Torre del Sale, subito a est di Piombino, è caratterizzato
dalla presenza di una centrale ENEL che domina il panorama.
La situazione di questo tratto di costa è piuttosto
interessante, caratterizzata com'è dalla foce di
un ramo del Cornia che forma ampie isole sabbiose. Queste
dune semisommerse vengono periodicamente coperte o lasciate
all'asciutto dalla modesta marea mediterranea. Percorrere
a piedi questi banchi sabbiosi dopo una mareggiata vuoi
dire trovarvi un'infinità di organismi marini spiaggiati,
mentre il terreno reca impresso il disegno delle onde.
Piùall'interno si incontrano le specie vegetali
amanti della sabbia, come i ciuffi compatti della margherita
marina, veri cuscini vegetali dal colore candido. Lungo
il fiume le colorate baracche dei pescatori arricchiscono
il paesaggio. Aggirata la centrale, la strada torna lungo
la costa, da cui la separano i canali della passata bonifica
e una sottile striscia boschiva di pino d'Aleppo. Si è
salvata una zona di foresta umida, testimonianza dell'antico
paesaggio litoraneo della Maremma. Al suo interno si trovano
ancora querce secolari, impreziosite da un discreto sottobosco.
L'albero più numeroso è il frassino ossifillo,
oltre a qualche farnia e acero campestre.

Tutto il parco
è facilmente visitabile e ben segnalato, con, alla
fine di ogni ingresso, un comodo parcheggio. Oltre la
pineta, una fascia di dune coperte da una stenta vegetazione,
spazzata dal vento e bruciata dalla salsedine, rende evidente
come sia appropriato il nome Sterpaia. La spiaggia è
larga una ventina di metri ed appare in buona salute,
probabilmente perché ben alimentata dalla sabbia
portata dal Cornia.
Orti Bottegone
Interessante è la presenza di una palude situata
subito dietro la costa. Nata nel 1991, l'oasi WWF Orti
Bottagone copre 109 ettari, con camminamenti e osservatori.
Ultimo residuo delle vaste zone paludose che caratterizzavano
il delta del Cornia, è ricca di presenze ornitologiche,
con aironi e numerose anatre, soprattutto alzavo le, germani
e fischioni, oltre all'occasionale presenza dei fenicotteri.
Fra gli uccelli nidificanti c'è il cavaliere d'Italia.
la palude è parzialmente visibile dalla strada,
proprio sul retro della centrale di Torre del Sale. l'ingresso
è ben segnalato lungo la strada. Il WWF, che ha
in gestione l'area, organizza visite all'oasi dal
1 ° settembre al 31 maggio. I giorni utili sono il
giovedì, il sabato e la ddmenica, alle 9.30 e alle
14.
WWF Piombino - 57025 Piombino - Tel. 0565 224361 .