Grosseto

Grosseto Città forte. Non grande, ben murata e difesa da sei bastioni e da una rocca, con due sole porte, una che guarda la terraferma, l'altra, dalla quale si esce verso il mare.


Grosseto - MaremmaCittà forte. Non grande, ben murata e difesa da sei bastioni e da una rocca, con due sole porte, una che guarda la terraferma, l'altra, dalla quale si esce verso il mare".
Così il Repetti apre nel suo Dizionario Cartografico della Toscana l'illustrazione della nostra città. Non pochi sono i cenni storici e le numerose vicende che hanno contraddistinto ed accompagnato la crescita di Grosseto da villaggio a città.
Le origini di Grosseto risalgono all' alto Medio Evo. Gli sporadici ritrovamenti più antichi effettuati in alcuni punti della città non sono sufficienti a provare un'origine etrusca o romana.
Sin dall' agosto 803 la chiesa di San Giorgio e molti suoi beni vennero dati in anfiteuse ad Ildebrando degli Aldobrandeschi, i cui successori furono conti della Maremma grossetana sino alla fine del XII secolo. Inizio' così il "dominio" degli Aldobrandeschi, con cui la città raggiunse la sua maggior potenza.
GrossetoUn dominio vero e proprio che permise ai grossetani nel 1137, tanta era l' indipendenza del loro governo dai vicari imperiali, di non arrendersi e venire assediati dalle truppe tedesche calate in Maremma con il duca Arrigo di Baviera. Data assai importante è' quella del 1138 che segnò il trasferimento a Grosseto della sede Vescovile di Roselle. Mentre si profilavano le prime idee di Comune, la città prestò nel 1151 giuramento a Siena, con la quale nei primi del XII secolo stipulò accordi per la dogana del sale.
NeI 1222 gli Aldobrandeschi concessero ai cittadini la facoltà di nominare un podestà, tre consiglieri e i consoli. NeI giubilo generale l' atto di obbedienza fatto ai Senesi venne ripudiato. L' invio di 3000 uomini da Siena e certe "buone maniere" ristabilirono neI Settembre del 1244 fedeltà e obbedienza.
Siena sostituì così gli Aldobrandeschi fermi restando i privilegi imperiali. Ospite di Grosseto fu nel 1224 l' imperatore Federico II la cui fama di mecenate e di uomo di cultura fece "approdare" in questa terra nobili e poeti di ogni parte d' ltalia. Mentre guelfi e ghibellini si facevano guerriglia, e sebbene preso dalle lettere e dalla poesia Federico lI riuscì a Smascherare la congiura di Capaccio ordita da Pandolfo di Pasanella.
Dopo la serena parentesi Umberto e Aldobrandino Aldobrandeschi, morto il padre Guglielmo, cercarono di riconquistare ai Senesi i domini perduti; gli eserciti senesi pero' neI 1259 costrinsero alla resa la città e nominarono podestà un loro concittadino. Di nuovo libera dopo appena un anno, Grosseto combatte' a fianco di Firenze nella battaglia di Monteaperti; rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV, recuperata la libertà, dichiarata la repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei, assediata da Ludovico il Bavaro e dall'antipapa Nicola V nel 1336, subì la definitiva sottomissione a Siena.
Tentativi di rivolta pestilenze tra cui quelle del 1430 e del 1527 (a cui seguì l' anno successivo una incursione del corsaro Barbarossa) caratterizzarono il periodo precedente al 1552 in cui i Grossetani cacciarono gli Spagnoli che presiedevano la città .
Il trattato di Cateau Cambresis e la caduta di Siena sotto Firenze fece sì che i Medici trasformassero Grosseto in fortezza. Fu iniziata la costruzione delle mura, venne creato l' Ufficio dei Fossi, mentre prosciugamenti e reti stradali cominciarono a prendere vita.
I Medici però' trascurarono Grosseto e le sue terre e solo con l' avvento dei Lorena grazie a Pietro Leopoldo, la provincia di Grosseto fu separata da Siena ed ebbe podesteria e nuovi ordinamenti politici ed economici. Dopo il Congresso di Vienna, Ferdinando III riprese la intelligente politica di risanamento della Maremma giovandosi del prezioso ministro Fossombroni.
Leopoldo II continuò poi l' opera di bonifica ed i Grossetani il 1^ maggio 1846, gli inaugurarono sulla piazza un monumento a riconoscenza della sua sensibilità e del suo amore verso questa terra. La politica divise in seguito i grossetani daI granduca, Grosseto partecipò attivamente al Risorgimento, e partito da Firenze Leopoldo Il, iniziò ad essere una delle tante piccole città italiane alla ricerca di una identità.

Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto Visitare Grosseto
La cattedrale

È il più interessante monumento della città, anche se i molti restauri e rimaneggianti gli hanno tolto molto del primitivo splendore.
È intitolata a S. Lorenzo, patrono di Grosseto, e sorse sul luogo della chiesa di S.Maria, esistente nel 1138, al tempo del vescovo Rolando. I lavori cominciarono verso il 1190, essendo vescovo Gualfredo; numerose furono le interruzioni, dovute soprattutto alle guerre con Siena.
La facciata, per quanto in parte modificata dai restauri cinquecenteschi del Lari, ricorda lo stile romanico, specialmente nella galleria e nel rosone. Più vicino ai motivi decorativi del Rustichini è il rosone; di sua mano sono i simboli dei quattro evangelisti collocati nel cornicione inferiore, dei quali il simbolo di S. Giovanni è stato sostituito da un santo barbuto, mentre la scultura originale è attualmente posta nel primo pilastro del lato meridionale.
Dello stesso Rustichini sono, nel lato meridionale, le slanciate finestre gotiche, i pilastri e la porta; questa ha gli stipiti decorati da formelle di elegante e nervosa fattura rappresentanti figure e scene di vita medioevale e l' architrave scolpito con l'immagine di Cristo tra gli evangelisti.
Allo scultore Maccari di Siena si deve l'aggiunta nel 1897 del gruppo della lunetta della porta laterale, ispirato a un gruppo di Giovanni D'Agostino. Sull'angolo destro della facciata è una colonna romana sormontata da un capitello corinzio composito, usata nel medioevo per l'affissione dei bandi. La pianta è a croce latina, secondo lo stile romanico; i pilastri, sei per lato, dividono la chiesa in tre navate, delle quali la centrale termina con un abside semicircolare: la luce entra da una serie di finestre aperte sopra il tetto delle navate laterali, dal rosone della facciata e da due finestre con vetri colorati, opera del 1400, di Girolamo di Benvenuto.
Bella è la pila dell' acqua santa posta nella prima campata di sinistra, fatta costruire dall' operaio Girolamo de' Vantaggioli nel 1506 da un anonimo scultore senese, forse autore anche della pila detta Federighi, del duomo di Siena. La base triangolare con tre putti alternati a tre stemmi (di Grosseto, dell'Opera e del donatore), sostiene lo stelo decorato da tre delfini cavalcati da tre putti, i quali sorreggono la vasca, adorna nell' esterno da ghirlande di fiori e di frutta e da uccelli, nell' interno da granchi, da rane e da pesci: nella parte mediana dello stelo è una iscrizione con la data di costruzione dell' opera. Nella seconda campata di sinistra è la vasca battesimale ottagona, ornata di festoni, sostenuta da un piedistallo, ove sono quattro stemmi, dell' Opera, di Grosseto, di Siena e del donatore, Salvatore di Lemmo di Castellammare, che la fece costruire nel 1470.
La parte più alta è costituita da un tempietto ottagonale con sette nicchie occupate da santi; la cupola,disposta a palme e schematici acanti, è sormontata dalla figura del Battista. L' Opera è attribuita ad Antonio Ghini.
Dello stesso autore è l' altare della Madonna delle Grazie, nella cui luna è la stupenda Annunciazione che, insieme alle altre parti decorative dell'altare, specialmente la cornice di angioli, denuncia l' influenza di Andrea Della Robbia. L'Opera fu compiuta nel 1474.
L' altare maggiore di marmi intarsiati è tardo rinascimentale; nel pilastro destro è uno stucco colorato di scuola senese, del 1400, rappresentante la Madonna col Bambino: nell'abside una tela del Rustici rappresentante i SS. Carlo Borromeo e Lorenzo adoranti il Nome di Gesù.
Nel transetto destro è un altare moderno, eseguito dagli scultori Jardella e Martinelli; nella luna è rappresentato Gesù nell' orto di Getsemani; l'espres sivo Crocifisso, di scuola senese del 1400, fu donato dal cardinale Giuliano Cesarini che resse la diocesi di Grosseto nel 1439. Nell' antisacrestia è un ciborio marmoreo del 1500, proveniente da Ca stiglione della Pescaia.
Nel transetto destro è un altare moderno, eseguito dagli scultori Jardella e Martinelli; nella luna è rappresentato Gesù nell' orto di Getsemani; l'espres sivo Crocifisso, di scuola senese del 1400, fu donato dal cardinale Giuliano Cesarini che resse la diocesi di Grosseto nel 1439. Nell' antisacrestia è un ciborio marmoreo del 1500, proveniente da Ca stiglione della Pescaia.

La chiesa di S.Francesco
Dopo essere stata dei Benedettini, intitolata a S.Fortunato, fu consegnata con il Convento a S. Francesco che, ritornando dall'Oriente, era sbarcato in uno dei porti della Maremma.
Restaurata ed ornata nel 1231, fu abbellita nel 1289 da Nello Pannocchieschi. La sua architettura è di linea estremamente semplice; unici ornamenti sono una cornice che corre tutto intorno all'orlo del tetto, le finestre con arco a sesto acuto, una finestra circolare e una tettoia posta sopra la porta principale, terminante con una lunetta ove è raffigurata una Madonna col Bambino e santi, ridipinta dal Casucci, che ha anche costruito il campanile, restaurato nel 1927.
Ad eccezione della parte inferiore della facciata che è in blocchi di travertino, tutta la costruzione è in mattone brunito dal tempo che sottolinea la particolare nudità dello stile francescano goticizzante.
Stupendo e di altissimo pregio è il grande Crocifisso dell'altare, opera attribuita a Duccio di Boninsegna e databile molto probabilmente al 1289 anno della riapertura al culto della chiesa ove è conservato; il perizoma svolazzante rivela influenze di Cimabue, il suo schema ad esse pronunciato e la vivezza dei tratti del volto espirmono un rassegnato dolore.
La cappella di destra, che non fa parte architettonicamente della chiesa, è dedicata a a S Antonio da Padova: la volta e la parete di fondo furono affrescate da Francesco e Antonio Nasini di Casteldelpiano che eseguirono il tra il 1651 e il 1680.
Il chiostro attiguo, restaurato di recente e contemporaneamente alla chiesa, ha al centro un pozzo detto della Bufala, fatto costruire da Ferdinando dei Medici nel 1590 e, alle pareti, qualche pietra tombale stemmata e resti di affreschi.
Un altro pozzo, costruito nel 1465 dai Senesi, si vede nell'attigua piazza dell'ex ospedale.
Nel cortile della camera di commercio è la bella abside romanica con lesene strette di sezione semicircolare, quasi semicolonnette, che raccordano il coronamento di archetti pensili con la base, della più antica chiesa di Grosseto (Xl XII sec.), intitolata a S Pietro, la cui facciata dà sul Corso.

Grosseto : Cinta MurariaLe Mura
Esaurita da tempo la loro funzione difensiva, le Mura Medicee fanno ormai parte di una visita d' obbligo per quanti giungano nella nostra città assolvendo inoltre al loro quotidiano ruolo di "verde passeggiata".
Già nel XII, XIII e XIV secolo, esistevano antiche cerchia murarie, più volte distrutte e ricostruite, che furono poi sostituite dalle Mura esagonali che ancor oggi circondano il vecchio centro cittadino.Fu Francesco I nel 1574 a dare inizio ai lavori di costruzione di questa cinta, su disegno di Baldassarre Lanci; lavori che furono poi terminati 19 anni dopo, sotto Ferdinando I. Per la necessaria mano d'opera, fu fatto ricorso con apposito decreto all'impiego di condannati, prelevati da tutte le prigioni della Toscana.
Quale sommaria descrizione architettonica, possiamo osservare come ogni angolo di questo esagono avanzi con un pentagono a freccia (bastione) così come la vecchia cittadella sia protetta da una seconda fascia bastionata rivolta verso l' interno.
Al vertice dei bastioni i resti dei "casini" delle guardie fanno ancora mostra di sè e, gallerie, magazzini e ridotti vari, mantengono la loro originale struttura, facendo della Fortezza, con le sue scalinate, con i suoi impiantiti a lisca di pesce, un angolo di antico mondo, di particolare suggestione.
Sino al 1757 tutta la parte esterna era circondata da un fossato e da un argine di terra battuta e, escluse le piccole porticine (postierle) facilmente difendibili, vi erano due porte principali una a Nord, Porta Nuova, e una a Sud, un tempo Porta Reale ed ora Porta Vecchia.
L'aspetto comunque attuale, riferito all'utilizzazione a giardini pubblici, fu opera di Leopoldo II che nel 1855 ordinò la demolizione delle torricelle e dei "casini" dando così alla struttura un aspetto meno bellico e più gentile. Anche il "casino" detto "delle palle", che era stato tramandato sino al XX secolo e all'interno del quale si trovavano degli affreschi, venne distrutto nel corso di un bombardamento.

Palazzi e monumenti
FORTEZZA MEDICEA
, v. Saffi, rappresenta il baluardo Nordest. delle Mura, edificata nella seconda metà del 500.
MURA, a pianta esagonale, cingono il piccolo Centro Storico: furono fatte costruire da Francesco I nel 1574 su disegno di B Lanci.
TEATRO DEGLI INDUSTRI, v. Mazzini, del sec XIX.
Grosseto - CanaponeCANAPONE P.zza Dante Gruppo marmoreo raffigurante Leopoldo lI di Lorena in abiti regali, in atto di sollevare sotto forma di donna l'afflitta Maremma, calpestando una biscia simboleggiante la malaria. Eretto il 7 marzo1846, fu inaugurato il primo maggio dello stesso anno.
BUSTO AD ETTORE SOCCI, cittadino onorario, deputato del Collegio di Grosseto, repubblicano, personaggio di grande levatura politica e morale, venne eretto il 24 novembre 1907 con intervento finanziario dello stesso Comune (L. 200) e fu realizzato dal prof Gallori.
ANDREA DA GROSSETO STATUA, Pzza Baccarini (davanti al Museo Archeologico). Di recente collocazione, esalta la figura di questo illustre letterato del XIII secolo, per alcuni laico, per altri frate dell'ordine dei francescani.
"IL BUTTERO" OPERA IN BRONZO di Meo Faccendi, si trova in P.zza Marconi (della Stazione) a simbolico omaggio e testimonianza di una mitica figura del la Maremma.
POZZO DELLA BUFALA, Chiostro di S Francesco. Edificato su ordine di Ferdinando I dei Medici alla fine del XVI secolo si offre ai visitatori in una suggestiva cornice.
VILLA RICASOLI, via Giacosa (Verde Maremma). Un tempo fuori dalla città fu una fattoria, proprietà appunto dei Ricasoli.
MONUMENTO AI CADUTI, Mura Medicee (Bastione S. Francesco). Inaugurato l'11 6 1896 il giorno stesso in cui venne inaugurato l'acquedotto dell'Amiata, fu collocato prima nell'attuale P.zza della Vasca e poi spostato nel "Parco della Rimembranza".

Chiese Artistiche
DUOMO
, P.zza del Duomo, costruito dal 1294 al 1302 da Sozzo di Rustichino sui resti di una chiesa dell' inizio del 1200: restaurato svariate volte; opere di Sozzo di Rustichino, campanile del 1402, altar maggiore rinascimentale.
S.FRANCESCO, P zza dell'Indipendenza, eretta dai Benedettini nel XIII secolo, restaurata nel 1903; Croce di Duccio di Boninsegna del 1289, chiostro del XIII sec , pozzo del 1590, facciata gotica.
S.PIETRO, Corso Carducci, la più vecchia chiesa di Grosseto, abside romanica.

Grosseto : MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALEMusei e Gallerie
MUSEO ARCHEOLOGICO E D'ARTE DELLA MAREMMA, P.zza Baccarini, tel. 27290 Orario 9 13: 16 19,30: fest 9 13; chiuso mercoledì. Mostra permanente sugli scavi di Roselle: esposizione archeologica dalla preistoria al Medioevo; pinacoteca.
MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE, via Mazzini tel 414701 Orario 9 12,30: 15,30 19 30: chiuso lunedì. Raccolte di mineralogia litologia, preistoria, zoologia, paleontologia e botanica.
MUSEO DELLE TRADIZIONI POPOLARI, Alberese, ex Frantoio.

Archivi e Biblioteche
ARCHIVIO DI STATO, P zza Socci, 3 tel 26069.
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE, Pzza Dante, tel 484111 Orario 8 14.
BIBLIOTECA COMUNALE CHELLIANA, via Mazzini, 36 tel 23184 Orario 10 12: 15 20; chiuso sabato e festivi.

Marina di Grosseto
Nel 1792, sotto Ferdinando III, venne ultimata la costruzione del Forte San Rocco, situato a pochi metri dal mare. Oggi il forte è invece 400 metri nell'interno, sul lato destro del canale di San Rocco, a testimoniare come le spiagge, naturalmente, si incrementino di continuo. Lo stesso canale fu creato nel 1840 con la bonifica leopoldina, per convogliare al mare le acque del fiume Ombrone.
Il forte faceva parte delle opere difensive della costa e per tutto il 1800 i militari furono gli unici, abitanti di San Rocco, l'attuale Marina di Grosseto.
Alla fine della prima Guerra Mondiale, apparirono le prime, modeste abitazioni, ma lo sviluppo vero e proprio cominciò negli anni '50: da allora l'espansione è stata continua. Oggi gli stabilimenti balneari e i numesi ormeggi peli larnautica dai diporto ne hanno fatto una cittadina vera e proria un'oasi di comodità in mezzo alla natura, ben inserita fra la lunga pineta grossetana e le propaggini del parco della maremma. La spiaggia è molto ampia .

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