Punta Ala

Il
promontorio costituito dalla Punta Hidalgo è conosciuto
soprattutto per il porto, dove sono ormeggiate imbarcazioni
da sogno. Sede velica per eccellenza (chi non ricorda
le sfide in Coppa America di Luna Rossa, che qui ha la
sua base operativa), il porto è stupendamente orientato,
tanto da permettere il rientro anche con forti libeccio
e scirocco, i più pericolosi venti locali. Punta
Ala si presenta come un verde sperone roccioso, in parte
edificato con villette private, per quanto spesso ben
inserite nell'ambiente.I colli che la sovrastano sono
coperti da una fitta macchia mediterranea; un paio di
strade tagliafuoco ne alterano l'aspetto, ma sono un male
necessario ed offrono la possibilità di salire
a godersi il panorama.
La strada che porta alla
punta è fiancheggiata da una bella sughereta, riconoscibile
dal colore rosso che rimane sul tronco dopo che è
stata ,tolta la vecchia corteccia. Vicino al porto il
bosco diventa di pino marittimo con tratti a leccio. Poco
lontano c'è Virsola, o Scoglio, dello Sparviero.
Questa isola rocciosa ha un paio di calette dove gettare
l'ancora e qualche roccia su cui arrampicarsi a prendere
il, sole. Vi nidificano colonie di gabbiani, in un chiassoso
andirivieni. Le calette, che la interrompono sono perciò
quasi tutte accessibili via, mare, aq eccezione dl alcune,
le più vicine alla punta, raggiungibilil tramite
sentieri! aperti nella macchia. Con i loro fondali rocciosi,
queste calette rappresentano un approdo scomodo, ma sono
appetibili a pescatori e sub, con i saraghii e orate in
abbondanza.
Talamone

Talamone,
antico porto etrusco e oggi grazioso borgo di pescatori,
è situato su un piccolo promontorio, dominato da
un'antica fortezza senese, all'estremo meridionale dei
Monti dell'Uccellina. In origine sorgeva sul colle di
Talamonaccio e solo successivamente, in epoca medioevale
fu spostato dove si trova attualmente. E' un paese molto
caratteristico e nella sua parte alta si può godere
di un bellissimo panorama composto da scogliere e splendido
mare. La vita qui si svolge nella piazza principale, dove
ci sono caratteristici ristorantini e negozi. Nelle sue
vicinanze si trovano le Terme dell'Osa che sfruttano,
a scopo terapeutico, una sorgente di acqua sulfurea che
sgorga a 32°C. Le virtù terapeutiche di queste
acque erano conosciute fin dall'antichità. Furono
utilizzate anche in epoca romana, infatti sono stati ritrovati
resti di edifici termali nella zona di Bagno dell'Osa
e in località le Tombe.
Rocca
di Talamone
Su un promontorio all'estremità sud dei Monti dell'Uccellina
in posizione dominante sulla costa Tirrenica sorge l'antico
borgo di Talamone. La località fu fin dall'antichità
sede di insediamenti prima Etruschi (tracce della città
di Tlamu sono state scoperte nel 1888 su una collina,
detta Talamonaccio, a breve distanza dall'attuale borgo)
e poi Romani. Anche di quest'epoca sono tornati alla luce,
a partire dalla fine del secolo scorso, notevoli resti
architettonici: un tempio votivo pagano eretto nel 225
a.c. in commemorazione della vittoria riportata dalle
truppe di Attilio Regolo sugli invasori Galli nel 528
a.c. (queste vestigia sono oggi conservate nel Museo Archeologico
di Firenze), il sepolcreto della stessa battaglia, tombe
del III° secolo a.c., ruderi delle terme e, nella
vicina valle del fiume Osa, resti di un ponte a quattro
arcate.
Dall'età antica al medioevo Talamone attraversò
un periodo di quasi totale abbandono, inutilizzata proprietà
dei monaci dell'Abbadia S.Salvatore sul Monte Amiata.
Conobbe nuova vita quando divenne feudo degli Aldobrandeschi
e nel 1303 della Repubblica Senese. I Senesi riattivarono
il porto per cercare di opporsi alla supremazia marittima
di Pisa e Genova, oltre che per farne il loro principale
scalo marittimo, e costruirono la possente Rocca che ancora
oggi domina il centro abitato e gran parte della zona
circostante. La fortificazione ha la forma di un quadrato,
come un grande maschio, rinforzato sugli angoli verso
il mare da tre torrette e nell'angolo interno da una più
alta e massiccia, con funzioni di torre d'avvistamento.
La Rocca era il perno della cinta muraria che racchiudeva
il borgo, della quale sono ancora visibili notevoli resti,
all'estrema propaggine sul promontorio roccioso verso
il mare. L'agglomerato delle case risulta essere ben centrale
e isolato dalle fortificazioni da una fascia di rispetto
abbastanza larga. Fallito il sogno senese di fare di Talamone
una potenza marinara il castello ed il borgo tornarono
in uno stato di abbandono, tanto che le cronache lo ricordano
come facile preda delle incursioni dei pirati Saraceni.
Gli stessi Senesi riassestarono la fortificazione durante
la guerra contro Firenze del XV° secolo, ma ciò
non impedì che il castello venisse saccheggiato
e messo a ferro e fuoco per ben due volte dai loro nemici.
Il suo aspetto attuale, liscio e privo di merlatura ed
altri ammennicoli, è dovuto ai restauri effettuati
quando Talamone entrò nel 1557 a far parte dello
Stato dei Presidi Spagnoli, in cui possesso rimase fino
al 1801. Dopo una breve parentesi di dominio Austriaco
prima e del Regno di Napoli poi, dal 1814 divenne parte
del Granducato di Toscana. Talamone è entrato nella
storia Risorgimentale Italiana nel 1860, quando Garibaldi
vi sbarcò con i suoi uomini per rifornirsi di armi
e munizioni sulla rotta per la conquista del Regno delle
Due Sicilie.
Alberese

Da
Grosseto, percorrendo la S1 Aurelia in direzione sud,
dopo circa 12 Km si trova l'indicazione per Alberese che
si raggiunge dopo circa 4 Km. La frazione oggi si può
considerare la "sala d'aspetto" del Parco Naturale
della Maremma, più conosciuto come "Parco
dell'Uccellina".
La sua nascita come frazione è recente e deve considerarsi
un po' anomala, in quanto avvenne in seguito all'opera
colonizzatrice che l'Opera Nazionale Combattenti, cui
erano state assegnate queste terre confiscate dopo il
1918 ad un nobile austriaco, portò avanti con ottimi
risultati. Le numerose famiglie venete che scesero in
Maremma seppero migliorare le condizioni di queste terre
completando lavori di bonifica e sviluppando iniziative
nel settore agricolo, che fecero di questa zona un vasto
giardino.
Nonostante la presenza dell'uomo, però, i paradisi
naturali circostanti con il loro patrimonio floro-faunistico
sono stati salvati, ed oggi, un Parco ed una legge regionale
salvaguardano la conservazione di queste bellezze di cui
la natura è stata così prodiga. Ancora oggi
mandrie brade di cavalli e buoi di razza maremmana pascolano
per i larghi prati, mentre tra la fitta macchia dei monti
dell'Uccellina vivono indisturbati cinghiali e caprioli.
All'interno del Parco, però, non si trova solo
natura incontaminata, ma anche numerosi segni della presenza
dell'uomo. Alcune grotte, come quella dello Scoglietto,
che conserva tracce di frequentazione anche più
recenti (età del Bronzo, e Romana) furono abitate
fin dalla preistoria, mentre soprattutto verso Talamone
e lungo l'Aurelia, sono presenti resti etruschi (Poggio
Raso) e romani (Santa Francesca, Le Frasche).
Nel cuore del Parco, invece, si trova l'
Abbazia
di San Rabano, uno dei monumenti medievali più
suggestivi della Maremma: mentre lungo la costa si vedono
numerose le torri costiere, che fino all'età moderna
ebbero il compito di controllare il mare, dominato dalla
pirateria nordafricana.
Le Spiaggie
Cala Violina
Cala Violina è caratterizzata da una sabbia di
bianchi granelli di quarzo “suona” sotto i
piedi come le corde di un violino. Vi si giunge attraverso
il percorso per Cala Martina o attraverso la strada sterrata,
segnalata 400 m prima del distributore, superato Portiglione,
sulla strada per Castiglione della Pescaia ( poi dal parcheggio
un sentiero di circa 1 km conduce alla cala).