Lucignano

Lucignano è uno dei centri più interessanti della Toscana per l'originale impianto castellano a pianta ellittica, racchiuso da mura con torri.


Lucignano : Stemma comune di Lucignano - ArezzoLucignano - ArezzoE' uno dei centri più interessanti della Toscana per l'originale impianto castellano a pianta ellittica, racchiuso da mura con torri. Il borgo antico presenta, perfettamente conservati, il Palazzo Comunale, di origini duecentesche. All'interno si trova un piccolo museo con dipinti di scuola senese e aretina oltre a una preziosa testimonianza dell'oreficeria tardogotica come il famoso "albero" reliquiario di Lucignano. Notevoli sono anche gli edifici religiosi quali la Collegiata e la Chiesa di San Francesco ornata di affreschi dei pittori senesi Bartolo di Fredi e Taddeo di Bartolo. Di grande suggestione è quello situato sopra il primo altare nella navata destra, conosciuto come "Il Trionfo della Morte", in cui, in modo efficace è rappresentata la precarietà della vicenda umana. La fantasia e l'estro dei suoi abitanti si manifestano in primavera, in occasione della Maggiolata Lucignanese dove i suoni e i colori dei fiori fanno rivivere una tradizione ricca di storia e di musica.

Lucignano - ArezzoVisitare Lucignano:
Collegiata di San Michele Arcangelo

Collegiata di San Michele Arcangelo. Costruita su disegno di Orazio Porta nel XVI secolo, custodisce opere di artisti del XVI e XVII secolo tra i quali Giacinto Gimignani, Matteo Rosselli, il pregevole altare in marmo disegnato da Andrea Pozzo ed uno splendido Crocifisso ligneo del XIV secolo.

Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco. Costruita nel XIII secolo in forme gotiche, è decorata all'interno da pregevoli affreschi di artisti senesi del XIV e XV secolo tra i quali Taddeo di Bartolo e Bartolo di Fredi. Significativa è la scena, sulla parete destra della navata, con Il Trionfo della Morte.

Santuario Santa Maria della Querce
Santuario Santa Maria della Querce. L'edifico fu costruito nella seconda metà del '500 su disegno di Giorgio Vasari.

Chiesa della SS. Annunziata o della Misericordia
Chiesa della SS. Annunziata o della Misericordia. La chiesa, fatta costruire dall'omonima compagnia nel XV secolo, presenta all'interno una decorazione rinascimentale.

Chiesa di San Biagio
La chiesa oggi dedicata a San Biagio era la vecchia pieve di Lucignano dedicata a San Felice, risalente al 1016. Dell'edificio romanico rimane solo la torre campanaria.


Museo Comunale
Il Museo comunale è ospitato al piano terreno del Palazzo comunale(XIII sec.). Vi si accede dalla sala d'ingresso del Palazzo attraverso una porta a sesto acuto che introduce a un corridoio coperto da una volta a botte, sul quale si aprono due sale laterali comunicanti e la sala della Cancelleria dell'antico Tribunale.
Lungo il corridoio d'ingresso sono poste due coppie di "testate di bara" di scuola senese, dipinte su entrambi i lati e racchiuse in elaborate cornici, sorrette da zampe leonine sormontate da arpie.

Le prime due sono datate 1626 e provengono dall' oratorio di S. Francesco; le seconde sono datate rispettivamente 1777 e 1627 e provengono dal Santuario della Madonna della Querce.
In una vetrina posta verso la fine del corridoio sono esposti vari oggetti sacri: un turibolo e una navicella in argento datati 1628, provenienti dal Santuario della Madonna della Querce; un cofanetto in osso e legni colorati, proveniente dalla Chiesa di San Francesco; una tavoletta raffigurante una Madonna in trono del 1300, proveniente dall'Ospedale di Sant'Anna; e una croce in legno dipinta su entrambi i lati (XVI° secolo). Nella parete di fondo una tela ovale di autore ignoto che rappresenta S. Caterina da Siena di scuola toscana e databile alla metà del XVIII° secolo.

Lucignano : L'Albero della Vita di LucignanoNella prima delle due sale comunicanti troviamo una grande tela di un ignoto del XVIII°, che rappresenta la Madonna con bambino circondata da santi e angeli a imitazione della sacra Famiglia di Raffaello. L'opera proviene dall'Ospedale di Sant'Anna.
Più avanti due dipinti attribuiti a Luca Signorelli raffiguranti "S. Francesco che riceve le stimmate" e una "Madonna col Bambino". La prima opera è collegabile con un intervento del Signorelli, effettuato nel 1482, sull'armadio che, nella chiesa di S. Francesco, doveva contenere il reliquiario detto "Albero d'oro" o "Albero della Vita". La seconda opera, anc'essa proveniente dalla Chiesa di San Francesco, doveva far parte di un'ampia composizione con figure che coronavano la Madonna, e che ha subito, negli anni, diversi interventi di restauro e rifacimento come dimostra il falso sfondo in oro punteggiato.
Nella seconda sala sono collocate diverse opere di scuola senese collocabili tra il XIII ed il XV secolo. Una bellissima "Madonna con bambino in trono" (XIV sec.) con in basso a destra ritratta la donatrice e la scritta: "Monna Muccia, moglie che fu di Guerrino Cantari", attribuita a Niccolò di Segna e dipinta intorno al 1300. Uno splendito trittico (XIV sec.) di Bartolo di Fredi che rappresenta la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, priva dei pinnacoli originari e di altri due pannelli laterali, ora dispersi, e da una predella o basamento, conservato ora nella pinacoteca di Siena.
Nella parete di fondo è esposta un'opera di Pietro di Giovanni D'Ambrogio (1448) raffigurante S. Bernardino da Siena. Il Santo, solenne nei contrappunti dei blu e degli ori dello sfondo, s'erge a monito contro il potere temporale calpestando tre mitre a significare il proprio triplice rifiuto a ricoprire alti incarichi.
Di lato sulla stessa parete, ammiriamo una "Crocifissione" del XIII secolo opera che studi recenti hanno attribuito ad ambito umbro, opera fortunosamente recuperata durante lavori nel Palazzo comunale e che, per la vivacità dei suoi colori e per i particolari dei personaggi, è ritenuta una fattura di grandissimo valore artistico e culturale.
La volta e le lunette della sala della Cancelleria dell'antico Tribunale sono affrescate con un ciclo di uomini illustri, omaggio alla grandezza degli antichi ed insieme esempio per coloro che dovevano amministrare la giustizia. Il ciclo ( realizzato tra il 1438 e il 1479 ) si colloca nella tradizione delle rappresentazioni degli eroi antichi, tratti dalla storia romana e dalla Bibbia, che a partire dal XIV sec. compaiono nelle decorazioni delle sale dei Palazzi pubblici da Firenze a Siena. Un'iscrizione nella parete d'ingresso ne ricorda la sua funzione e recita:" Parla poco, odi assai, guarda al fin di ciò che fai " ed ancora un'altra iscrizione ammonisce " Odite l'altra parte ".
Una porta, ora murata, sulla parete d'ingresso ci ricorda che quello era l'accesso alle prigioni che si trovavano sotto il Palazzo comunale.
Nella sala é collocata una vetrina contenente l"Albero d'oro" o "Albero della vita" o " Albero di Lucignano". Si tratta di un reliquiario (alto circa 2 metri e 60 centimetri) del XIV-XV secolo proveniente dalla chiesa di S. Francesco. Dal fusto centrale, appoggiato su una teca a tempietto gotico a tre piani, si liberano dodici rami: sei per parte, il tutto sormontato da un Crocifisso e un pellicano. I rami sono coperti da foglie decorate e piccole teche-reliquario a cui apici vi sono medaglioni, che una volta raccoglievano miniature e cristalli di rocca, contornati da rametti di corallo a rappresentare il sangue di Cristo. Il fascino dell'albero è legato alla sua originalità che lo rende esempio unico dell'oreficeria senese-aretina per mano di Ugolino da Vieri e di Gabriello D'Antonio.

Lucignano : Fortezza Medicea e Rocca Senese Fortezza:
Lucignano, borgo fortificato della Toscana meridionale, rappresenta uno dei più intatti e noti esempi d' impostazione urbanistica medievale a strade anulari concentriche, che di fatto conferiscono all'abitato la caratteristica forma ellittica. Le sue strade sono un intricato labirinto che porta alla zona alta del paese, con il Palazzo Comunale, la Chiesa di S.Francesco e la Collegiata. L'importanza del paese sta tutta nella sua strategica collocazione geografica, su un colle di 414 metri a dominio della Valdichiana e sulla principale strada di collegamento fra Siena ed Arezzo, per questo sempre fortemente conteso.

Dal 1200 al 1500 Lucignano ha subito continui passaggi di giurisdizione tra Siena, Arezzo, Firenze e Perugia, città dalla quale ebbe in dono la possibilità di fregiarsi dello stemma con il Grifone Alato, al quale fu aggiunta una stella. Il nome 'Lucignano' deriva probabilmente da un castrum romano fondato dal console Licinio, della famiglia omonima, diventato Lucinianum dopo la conquista da parte di Lucio Silla nel I° secolo a.C., l'antichità dell'insediamento è confermata dal ritrovamento d'importanti reperti archeologici di epoca Etrusca in varie località della zona.

La sommità del colle, dove sorgeva l'originario castello, fu gradualmente trasformata in centro del potere politico e religioso. Nel 1371 sotto la dominazione dei senesi furono ultimati i lavori di fortificazione con il completamento del perimetro murario, del quale restano ampi tratti e alcune torri, e le tre porte: Porta S.Giusto, Porta S.Giovanni e la così detta Porta Murata, pochi anni dopo fu costruita la Rocca, o Cassero Senese. La Rocca ha forma quadrata e fu costruita da Bartolo Bartoli a cavallo della cinta muraria ad integrazione delle difese cittadine, dalle sue mura fortemente scarpate emerge una poderosa e altissima torre quadrangolare, dotata di apparato difensivo a sporgere, mentre una più piccola, anch'essa con ballatoio in muratura, svetta dall'angolo di nord-est, verso l'interno della città, a controllo della piazza sottostante e della Collegiata. Il complesso è privato ed oggetto di restauro [nel passato ha ospitato anche un cinema] con i lavori in fase avanzata.

Nel 1554 Lucignano passò sotto i Medici ed iniziarono grandi interventi urbanistici come la costruzione della Fortezza, voluta da Cosimo I nel 1558 ed attribuita ad Bernardo Puccini, il santuario della Madonna della Querce, attribuito al Vasari e posto fuori dal centro storico (1568) il convento dei padri Cappuccini (1580) le chiese della Misericordia (1582) e della Collegiata (1594). La Fortezza, che sorge isolata [oggi difronte al cimitero nuovo] sul colle opposto a quello dell'insediamento urbano, è formata da due bastioni non uguali rivolti verso Siena ed uniti da una cortina [le torri rotonde che vi sorgono sopra sono aggiunte postume atte a ricavare mulini a vento], il tutto costruito in pietrame sfuso ad eccezione del redondone di separazione fra il basamento a scarpa e il muro a piombo, quest'ultimo di limitata estenzione. La costruzione rimase incompiuta ed oggi risulta in cattivo stato di manutenzione e parzialmente invasa dalla vegetazione.

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