
Il fascino che pervade questa cittadina
è davvero unico e si materializza nella splendida
piazza Garibaldi, sulla quale si affacciano i Palazzi
del Podestà e dei Priori e dove svetta l'imponente
costruzione romanico-gotica del Duomo, iniziato in forme
pisane nella prima metà del 1200. Custodisce importanti
opere come il duecentesco Battistero decorato da un tabernacolo
marmoreo rinascimentale, l'arca di San Cerbone e un interessante
tavola del trecento senese. Di fianco al Duomo, al primo
piano del Palazzo Bandini, non si tralasci il Museo Archeologico,
che vanta un'ampia collezione proveniente dall'intero
territorio massetano. Il museo, completamente ristrutturato,
comprende reperti dagli scavi dei primi anni del secolo
(1929-3 I) e dagli scavi degli anni 1980-90 effettuati
in tutta l'area massetana e soprattutto intorno al lago
dell'Accesa.
L'itinerario inizia con un profilo storico della ricerca
archeologica a
Massa Marittima, delineato su una serie
di pannelli, dalla preistoria all'età etrusca e
romana.
Di notevole interesse è la stele eneolitica di
Vado all'Arancio. Nel settore etrusco, un'elegante
brocchetta di ambiente nuragico, cinturoni, balsamari.
varie brocchette di bucchero, anfore ecc.
Ai due piani superiori sono esposti i
reperti delle ultime campagne di scavi (1985), effettuate
intorno al lago dell'Accesa, ordinati secondo tematiche
emerse in seguito ai risultati degli scavi stessi. Per
quanto riguarda la Pinacoteca, attualmente è possibile
vedere al piano terra solo la "Maestà"
di Ambrogio Lorenzetti, un "Angelo Annunziante"
del Sassetta e la "Madonna col Bambino" della
bottega di Sano di Pietro. Massa èbella da scoprirsi
a piedi, attraverso il vecchio borgo con le antiche botteghe
artigiane celate dagli edifici, dove si possono acquistare
oggetti in ferro battuto, pietre lavorate, minerali e
armi di tipo medievale.
Un altro tuffo
nel passato, una visita alla "Vecchia Miniera",
ricreata perfettamente sull'originale.
Storia
La storia di
Massa Marittima è strettamente legata alle miniere d’argento, rame, pirite delle Colline Metallifere, sfruttate fin dalla prima età dei metalli (III millennio a.C.) e poi soprattutto in epoca etrusca e medievale.
Determinante per il suo sviluppo fu il trasferimento da Populonia della sede vescovile forse già nel IX sec. e intorno alla sede del vescovo feudatario, il castello di Monteregio, crebbe la città. Tra XIII e XIV secolo si colloca il periodo di massimo splendore economico, politico, demografico e culturale della città che, grazie alle ricchezze dei bacini minerari, diventa Libero Comune (1225), raggiunge i 10.000 abitanti e batte moneta propria, il“grosso massetano”.
Allo stesso periodo, quindi, risalgono le strutture di maggior pregio artistico e monumentale, quelle che ancora oggi connotano fortemente il tessuto urbano di
Massa Marittima. Nella Piazza maggiore (oggi Piazza Garibaldi) si trovano riuniti tutti gli edifici necessari alla vita pubblica di una città: il Duomo (XII-XIII secolo con aggiunte successive), al quale lavorò Nicola Pisano; il Palazzo del Podestà, oggi sede del Museo Archeologico, il Palazzo del Comune, la Loggia del Mercato, la Fonte Pubblica e la Zecca.
Nella parte più alta della città, oltre alle opere di fortificazioni quali le mura massetane e quelle senesi, la Torre del Candeliere e il Cassero Senese, si possono ammirare il convento di San Pietro all’Orto (XII-XIII sec.), recentemente restaurato e sede del Museo di Arte Sacra, la chiesa di S. Agostino e il convento delle Clarisse (XIII sec.).
Nel 1335
Massa Marittima perde la sua autonomia politica dovendo cedere alla conquista di Siena, che da tempo tentava di entrare in possesso delle miniere massetane. Segue un periodo di decadenza economica e demografica, accentuata anche dalla peste del 1348.
Nonostante i gravi problemi, comunque, l’attività mineraria non viene mai completamente abbandonata, anche se di certo è notevolmente ridotta. I Medici, che dal 1557 uniscono al Granducato anche la provincia senese, tentarono qualche intervento volto a favorire la ripresa del territorio, mentre un consistente rilancio si ebbe dal 1737 con l'arrivo dei Lorena quali successori dell’estinta famiglia dei Medici.
L’attività mineraria ha iniziato la sua definitiva fase di declino a partire dagli anni ’80 del ‘900. Da allora
Massa Marittima ha scoperto e coltivato la sua nuova vocazione turistica dedicando particolare attenzione alla valorizzazione del suo patrimonio storico-artistico.
Da visitare
Massa Marittima, che nonostante il nome dista più di venti chilometri dal mare, è considerata una delle gemme medievali della Toscana. Le sue origini sono avvolte dal mistero e nonostante che nei suoi dintorni siano state rilevate tracce di insediamenti umani dell'età del bronzo, che nel periodo etrusco la zona fosse conosciuta per la ricchezza delle sue miniere e che molto probabilmente l'attuale città fu la Massa Veternense romana, l'insediamento rimase ai margini della storia fino almeno al IX° secolo quando divenne centro del potere temporale vescovile grazie al trasferimento della sede episcopale di Populonia a causa del degrado ed abbandono di questa città. Il vescovo preferì lasciare la costa divenuta paludosa e oggetto di continue scorrerie dei pirati greci e saraceni per ritirarsi nel cuore delle colline metallifere. Pare comunque che inizialmente non fu scelta
Massa Marittima come sede, infatti sono del 1016 le prime tracce certe dell'esistenza di una chiesa in loco e addirittura dell'inizio del XII° secolo la notizia sicura della costituzione della sede episcopale.
Il Duomo
Nel 1225 Massa diventa libero comune, staccandosi definitivamente dal controllo vescovile, e da qui ha inizio il periodo di maggiore floridezza della città, grazie allo sfruttamento commerciale dei minerali (ferro, rame, piombo, argento) di cui era ricca la zona, tanto che il nome fu mutato in 'Massa Metallorum'. Risalgono a quest'epoca i suoi maggiori monumenti come il Duomo romanico-gotico (iniziato forse già nel XII° secolo), il Palazzo Pretorio e il Palazzo Comunale(1230 circa), la Fonte Pubblica (1265) oltre alla cinta muraria della città inferiore ancora oggi dotata di due splendide porte (Porta Salnitro e S.Bernardino). Fu poi varato un grandioso piano urbanistico di trasformazione della città alta, chiamata in seguito 'città nuova', e fu emesso il 'Codice Minerario', uno dei più importanti documenti giuridici medievali d'Italia e forse il più antico esempio di legislazione del lavoro, al fine di regolamentare tutte le attività estrattive, minerarie e imprenditoriali. Nei primi anni del 1300 la città contava fra i 10.000e 20.000 abitanti.
La Fonte Pubblica
òsulla città le mire di Pisa, Siena e Firenze, nelle cui aspre contese si trovò coinvolta fino al 1337, quando
Massa Marittima cadde sotto la dominazione senese. Questi ultimi disposero immediatamente, grazie all'imposizione di forti tasse ai cittadini, la ricostruzione e l'ampliamento delle opere difensive: fu eretta una seconda cinta muraria attorno alla città nuova e, fra questa e la parte vecchia, la Fortezza. Questa fungeva in pratica da cerniera fra le due zone della città dominandole entrambe, inglobando l'antica rocca e residenza vescovile di Monteregio (della quale non restano tracce) e il primitivo cassero massetano, la Torre del Candeliere oggi ridotta a due terzi della sua originaria altezza, raccordato alle mura da un arditissimo ponte ad arco rampante. In questo punto, al vertice della ripida via Moncini che la collega con città bassa, sorge la stupenda Porta alle Silici, con doppio apparato a sporgere e numerosi altri accorgimenti difensivi, forse la più bella porta di città medievale della Toscana. La forma della Fortezza Senese è 'a farfalla', infatti le due cortine murarie sono separate da appena 15 metri a nord, in corrispondenza della suddetta porta, e si allargano fino ad essere separate di ben 42 metri verso sud, dove inglobavano la rocca vescovile. Il sistema difensivo era studiato al fine di garantire sicurezza e contatti esterni anche nel caso che entrambe le parti della città fossero cadute in mani nemiche. Tutto il resto del perimetro murario aveva le stesse caratteristiche della fortezza, apparato a sporgere con belli archetti in pietra, e intervallato da numerosi torri quadrate. Ancora oggi conserva intatta la Porta S.Francesco e tutto il lato est mentre gran parte del lato ovest fu abbattuto nelle demolizioni del XVIII° e XIX° secolo.
La peste del 1348 e la perdita dell'autonomia causarono l'iniziò del declino di Massa, tanto che nel 1408 la popolazione era ridotta a circa 400 persone. Nel 1555, sconfitti i senesi dall'esercito di Carlo V alleato a quello mediceo, la città fu annessa al Granducato di Toscana. Però fu solo grazie alle bonifiche del XVIII° secolo sotto i Lorena la zona riprese vita con lo sviluppo dell'agricoltura e la ripresa delle attività estrattive. Per fortuna la città è stata riscoperta, soprattutto nello scorso secolo, da storici, studiosi e artisti che hanno contribuito a riportare all'antico splendore il suo patrimonio artistico e architettonico grazie a sapienti restauri. Oggi il centro storico di
Massa Marittima è una meta turistica obbligata per tutti gli amanti del medioevo che visitano la Toscana.
Eventi
Toscana
Fotofestival
Nata nel 1993 su iniziativa del Gruppo Fotografico di
Massa Marittima, la manifestazione, soprattutto negli
ultimi anni, ha ottenuto un notevole riscontro di pubblico,
proponendo mostre3 di autori tra i più rappresentativi
della fotografia contemporanea, da Oliviero Toscani a
Lucien Clergue ad Antonio Salgado. Il Toscana Foto Festival
si apre in Agosto con mostre fotografiche, incontri e
proiezioni, mentre in Settembre propone agli appassionati
alcuni workshop condotti da grandi nomi di fama internazionale
sulle tecniche e sui segreti che permettono di sperimentare
e capire come la fotografia possa diventare autentica
espressione artistica.