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Montefioralle

Montefioralle è posto su un’altura dalla quale si domina l’alta valle del fiume Greve e il crinale dei monti del Chianti.


SANTO STEFANO A MONTEFIORALLEMontefioralle è posto su un’altura dalla quale si domina l’alta valle del fiume Greve e il crinale dei monti del Chianti. Dal castello passa la strada che collega il fondovalle alla cosiddetta “strada dei Poggi”, da dove la vista spazia ad ovest fino alla Val d’Elsa e alle torri di San Gimignano, e a nord fino alla conca di Firenze e al colle su cui sorge Fiesole. Percorrendo questa strada di crinale da Panzano a Montefioralle, nel paesaggio (forse) della Gioconda, si offrono allo sguardo scorci di rara bellezza, con i vigneti a mezza costa, i boschi sulla sommità dei rilievi e le case contadine sparse nei poderi. Dietro ogni curva, sulle strade bianche del Chianti, appare l’infinito.
Montefioralle si è sviluppato per anelli concentrici intorno al cassero, ben riconoscibile accanto alla chiesa, alla sommità del colle. L’abitato è racchiuso in un circuito murario di forma ellittica, in buona parte conservato (la torre orientale di guardia è stata recentemente restaurata), lungo una strada principale che segue l’andamento delle mura. Al centro, nella parte più alta, si trova la Chiesa di Santo Stefano, che oggi si presenta all’interno nella forma assunta fra Sei e Settecento, ulteriormente modificata da rifacimenti ottocenteschi. Nell’ampia navata sono custodite, fra le altre opere, una preziosa tavola duecentesca raffigurante la Madonna col Bambino del Maestro di Montefioralle e una Trinità fra quattro Santi attribuita al Maestro dell’Epifania di Fiesole, riconducibile alla seconda metà del XV secolo. A breve distanza, fuori le mura, si trova la Pieve di San Cresci, risalente al X secolo, recentemente restaurata.
L’abitato di Montefioralle è riuscito ad attraversare i secoli mantenendo una forte unità urbanistica, per un motivo preciso: mentre il castello è rimasto un’isola a sé stante, il borgo si è sviluppato a valle, intorno alla piazza del “mercatale” da cui è nato l’attuale capoluogo del Comune di Greve, nel crocevia fra la strada di Firenze, quella di Siena e quella del Valdarno. Il complesso castello-mercatale è ancora oggi perfettamente leggibile e percorribile, lungo una distanza di circa un km, la cui tappa mediana è costituita dall’antico Convento di San Francesco, primo insediamento etrusco della zona con il nome di Cripes, da cui il toponimo Greve.

Castello di MontefioralleCastello di Montefioralle
Il castello di Montefioralle, già MONTE FICALLI in Val di Greve, ancora compreso entro l’originale cerchia di mura, su cui domina una poderosa costruzione turrita, arrivò ad essere nel Medioevo uno dei maggiori centri militari ed amministrativi dell’intera valle, dal quale dipendeva anche il vicino mercatale di Greve, che aveva una rilevanza esclusivamente economica.
Al centro dell’abitato di Montefioralle, nella parte più alta, si trova la Chiesa di Santo Stefano, che oggi si presenta all’interno nella forma assunta fra Sei e Settecento, ulteriormente modificata da rifacimenti ottocenteschi.
Nell’ampia navata sono custodite, fra le altre opere, una preziosa tavola duecentesca raffigurante la Madonna col Bambino del Maestro di Montefioralle e una Trinità fra quattro Santi attribuita al Maestro dell’Epifania di Fiesole, riconducibile alla seconda metà del XV secolo.
Un edificio situato lungo la strada interna del borgo è tradizionalmente indicato come casa nativa della famiglia del celebre navigatore Amerigo Vespucci. L’architrave porta infatti lo stemma e la “V” della famiglia Vespucci.

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