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Montepulciano

La città di Montepulciano ha un passato legato in parte all'essersi trovata all'incrocio di due strade di importanza regionale.


Breve storia di Montepulciano
Montepulciano

Montepulciano ha un passato legato in parte al fatto di trovarsi all'incrocio di due strade di importanza regionale (da Chiusi ad Arezzo da sud a nord, e dalla Valdorcia alla Valdichiana e al Trasimeno da est ad ovest) e in parte alla sua collocazione strategica al confine dell'area di influenza di vari potentati cittadini basso medioevali (Orvieto, Perugia, Siena, Firenze). 
Questo ha fatto sì che nei primi secoli del secondo millennio abbia sviluppato ricchezze e potere in modo ragguardevole, al punto da divenire preda ambita e da conquistarsi un'apprezzabile autonomia vendendo bene la sua alleanza alle città maggiori in perenne conflitto tra sé. Purtroppo la sua definitiva entrata nello Stato fiorentino, dopo il 1511, se ne ha consacrato l'importanza formale (che si riflette nell'imponenza degli edifici pubblici e privati realizzati dopo tale data, e nell'erezione in Diocesi nel 1561) ne ha avviato un lento declino economico e sociale, al punto che nel secolo XVIII il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo se ne preoccupava, e s'interrogava sui modi per ridar vita ad un centro tanto prestigioso quanto decadente.

Visitare Montepulciano Montepulciano : dettaglio dei palazzi storici

Partendo dalla parte bassa della città,all'esterno delle mura, si trovano la Chiesa di Sant'Agnese con portale gotico originale (XIV) e facciata a balzana del Viviani (1926), la Fortezza medicea del Sangallo e la trecentesca porta di Gracciano ristrutturata dallo stesso Sangallo agli inizi del 1500. Entriamo nel centro storico per la Porta di Gracciano: poco piu avanti, a sinistra della Colonna del Marzocco, in Piazza Savonarola possiamo vedere la chiesetta di San Bernardo (XVIII sec.) dell'architetto Andrea Pozzo. Sul lato destro della strada si trova il Palazzo Avignonesi del Vignola. Seguono altri palazzi rinascimentali fino ad arrivare al Palazzo Bucelli nel cui basamento sono murate numerose urne cinerarie e varie pietre e iscrizioni etrusche e latine. Si giunge poi in P.za Michelozzo dove si trova la bella chiesa di S. Agostino con la facciata di Michelozzo. Nella stessa piazza si nota la Torre di Pulcinella (circa XVI sec.) con la caratteristica maschera che batte le ore. 

Continuando a salire troviamo le Logge del Grano o del Mercato, del Vignola, poi il Palazzo Cervini di Giuliano da Sangallo, con la caratteristica pianta ad U ed il cortile esterno. Si arriva poi ai Palazzo Grugni ed alla Chiesa del Gesù, con facciata grezza, bellissima opera di barocco italiano di Andrea Pozzo. Segue il tratto rettilineo di Via dell'Opio fino al quadrivio di Via delle Farine. Siamo cosi arrivati in Via del Poliziano con la trecentesca casa del Poeta, seguita da alcuni palazzi del XVII sec.. Alla fine del viale alberato troviamo la Chiesa di Santa Maria dei Servi (XIV sec.) con facciata gotico-toscana ed un artistico portale. All'interno nel terzo altare a sinistra, possiamo ammirare un prezioso dipinto su tavola di Duccio di Boninsegna da Siena: la Madonna con Bambino. 

Subito dopo la chiesa si aprono due vie : quella a sinistra è la via di Collazzi, dalla quale si scopre, in basso, lo stupendo Tempio di S. Biagio; la strada di destra è la Via di San Donato, che costeggia la Fortezza salendo verso Piazza Grande, il centro monumentale della città. Siamo arrivati così nella parte più alta di Montepulciano. Il primo edificio che colpisce la nostra attenzione nella piazza è sicuramente il palazzo comunale. La sua costruzione, iniziata nella seconda metà del 1300, si protrasse sino alla metà del 1400; la ristrutturazione e il disegno finale sono di Michelozzo. Rivestito in travertino, è di gusto fiorentino sia nell'impianto generale della facciata sia nei dettagli ed ha una notevole somiglianza con Palazzo Vecchio di Firenze.
Montepulciano

All'interno, attraverso il portale, si apre un cortile con due belle logge affrontate ad archi leggermente ribassati. E' possibile l'accesso alla torre, da cui si abbraccia uno dei più bei panorami del mondo. Nelle belle giornate si possono vedere, dal lato della Val di Chiana, lontane catene di monti quali il Catria, i Sibillini, il Cimone, le vette più alte del Gran Sasso e , al di là delle cime preappenniniche, Perugia, il Subasio ed Assisi; dall'altro lato il Monte Amiata, la Val d'Orcia, Pienza, Monticchiello e in lontananza, nei giorni più limpidi, le torri di Siena. Si può ammirare, ai piedi degli Appennini la lunga striscia del Lago Trasimeno con le sue isole, e i due laghi di Montepulciano e di Chiusi. 
Le altre costruzioni della piazza sono: di fonte al Pozzo dei Grifi e dei Leoni il Palazzo del Capitano del Popolo, uno degli esempi di arte gotica rimasti a Montepulciano; subito dopo, il Palazzo Tarugi del Sangallo; di fronte al municipio, il Palazzo Contucci sempre del Sangallo e con l'ulimo pino in cotto di Baldassarre Peruzzi; infine il Duomo, al cui interno si trova il trittico del senese Taddeo di Bartolo. 
Proseguendo per Via Ricci dove, subito a destra, si trova il Palazzo Neri-Orselli, in puro stile gotico-senese; di fronte palazzo Ricci di Baldassarre Peruzzi. Alla fine di Via Ricci incontriamo la Chiesa di San Francesco con un bel portale gotico; dalla piazzetta antistante si gode un bellissimo panorama. Da qui proseguiamo per via del Poggiolo e troviamo, in fondo a sinistra, la Chiesa di Santa Lucia, in stile Barocco seicentesco. Infine, a circa 1 km dalla cinta muraria, ai due lati opposti della città, si trovano il Tempio di San Biagio e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Prodotti tipici di Montepulciano
Come in tutta la Toscana e nel Senese, anche a Montepulciano la tradizione culinaira è tuttora intatta. Sia in città che nei dintorni è possibile trovare ristoranti e trattorie che cucinano ancora alla maniera delle vecchie massaie, cioè delle donne di casa per le quali la cucina era sì un dovere, ma anche un piacere. Sono proprio loro che ancora oggi, in occasione delle feste di contrada, delle manifestazioni popolari o durante gli appuntamenti gastronomici che preparano con grande abilità pietanze semplici e genuine quali la gente di Montepulciano si è sempre cibata. 
Si tratta di piatti semplici, anche se non di facile preparazione: tutti gli ingredienti (pochi per volta) sono rispettosamente accostati in modo da non soffocare mai il gusto proprio di ciascun elemento. Ad esempio la famosa bistecca deve avere quel tipo di carne, di quell'olio, quella brace di legno di castagno, per essere veramente "fiorentina".


Visitare Montepulciano

A Montepulciano si possono trovare delle squisite specialità e soprattutto il "Vino Nobile di Montepulciano", uno dei più importanti vini rossi italiani, derivato dal vitigno Prugnolo gentile (Sangiovese grosso), colore granato e sapore asciutto. Prelibato, tra l'altro, e il cacio pecorino, prodotto ora da pastori sardi immigrati nella zona, ma lo producono con lo stesso procedimento in uso fin dal medioevo, ottimo in tutte le sue diverse fasi di maturazione, da fresco a stagionato, quest’ultimo da servire a fine pasto oppure a merenda. Il Ravaggiolo è invece il cacio tenero conservato in foglie di felce. 

Oltre al cacio pecorino, il prosciutto, i saporiti crostini con milza e fegatelli, il pansanto (fettina condita con cavolfiore lessato, aceto e olio), la “bruschetta” con il pane abbruscato al fuoco vivo, con l'olio nuovo e uno spicchio d'aglio strusciato sopra, la panzanella (pane raffermo bagnato, condito con pomodoro, olio, cipolla, basilico e altri aromi), un buon piatto di fagioli al fiasco irrorati d'olio crudo, già costituirebbero un ottimo pasto: ma è d'obbligo assaggiare i pici, una sorta di spaghetti fatti a mano, conditi al sugo di carne. 
I pici venivano preparati una volta dai contadini che non potevano permettersi troppo spesso la carne o altre pietanze "nobili". Gli ingredienti sono: farina bianca, un po' di uovo, acqua tiepida, olio, sale e farina gialla, l'impasto non deve essere molto sciolto, poi si stende, si taglia a strisciolini e quindi questi si arrotolano col palmo della mano e si passano nella farina gialla. Cinque minuti di cottura sono sufficienti e quindi possono essere conditi con sugo di carne o con salsa all'aglio o con le "briciole" di pane raffermo saltate in padella.

 

Con i pici, è consigliabile un Rosso di Montepulciano DOC che va bene anche per gli antipasti di crostini con la milza e con i salumi senesi. Sempre a proposito dei primi piatti ricordiamo le pappardelle al sugo di lepre: antico piatto di origine etrusca, la minestra di pane: simbolo della cucina senese, una zuppa di verdure che viene "ribollita" ed infine la minestra di farro. Carni arrostite o "arrosto misto" e porcini arrostiti alla brace, quando è stagione, come piatti di mezzo: immancabile, squisito secondo piatto di ogni pranzo che si rispetti (di pollo e faraona ruspanti, di "nana" (anatra) o ancora carne di maiale, agnello, porchetta cotta con sale, aglio e rosmarino, tacchino, salsicce, coniglio, carne bovina, piccione e cacciagione varia). 

Il tutto accompagnato dalla ciaccia (pasta di pane schiacciata condita con olio) - o dal pane fragrante, senza sale per non offendere gli altri sapori. Si può ancora continuare con i cantucci, biscottini alle mandorle, da intingere nel Vinsanto prodotto localmente, il "castagnaccio" e i "crogetti", i tipici dolci di Carnevale. Dolce stagionale, per le feste di novembre, è la ciaccia dei morti, fatta con farina, strutto di maiale, uvetta e noci, reperibile nei forni della cittadina.

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