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Montescudaio

Montescudaio deriva il suo nome dal latino Mons scutorum che significa “monte degli scudi” o ”monte dello scudiero”.


MontescudaioMontescudaio sorge su un colle a 242 metri s.l.m., alle spalle del litorale toscano di Cecina e all’inizio di quella importante vallata di penetrazione che fu appunto la Valle del Cecina, sulla quale nelle diverse epoche e fino almeno a tutto il Medioevo assolse rilevanti funzioni militari.
Montescudaio deriva il suo nome dal latino Mons scutorum che significa “monte degli scudi” o ”monte dello scudiero”. Il primo nucleo abitato si formò intorno a un monastero di suore benedettine, fondato nel 1091 dal conte Gherardo Della Gherardesca, sotto il dominio dei quali rimase per lungo periodo. Come se il tempo si fosse fermato, l’odierna Montescudaio custodisce nelle sue vie incuneate, tra casa e casa, i sapori di quel medioevo ormai remoto. Ancora oggi, dalle vecchie mure castellane, in particolare da una bella torretta detta “La Guardiola”, si può godere un meraviglioso panorama che spazia dalla pianura del Cecina al Mar Tirreno. Anche dal Piazzale del Castello, di fronte alla Chiesa abbaziale di SS. Maria Assunta, la vista spazia sino al mare. Sul lato destro del municipio, in prossimità di Via del Borgo, è ubicata la Torre Civica risalente al XII secolo.
MontescudaioStoria:
Il nome di Montescudaio viene dal latino “Mons Scutarius o Mons Scutaris” ma l’insediamento risale probabilmente all’epoca villanoviana, visto che il reperto più antico è un’urna cineraria etrusca di quest’epoca (VII° sec. a.C.).I primi documenti storici risalgono all’anno 1000, quando il Castello apparteneva ai conti pisani Della Gherardesca. Con recenti scavi poi sono venuti alla luce reperti archeologici dell’epoca romana, con tombe “alla cappuccina” e un forno. Le mura castellane e l’antica badia di Santa Maria sono invece di epoca medievale. Dal 1406 Montescudaio si costituì poi in Comune, sottomettendosi con statuti propri alla repubblica di Firenze ottenendo l’estromissione dei conti Della Gherardesca. L’epoca del Comune terminò nel 1648, quando i Medici concessero il feudo di Montescudaio ai marchesi Ridolfi, che continuarono anche sotto i Lorena fino al 1749, data ufficiale di abolizione dei feudi. Poi, dal 1861, Montescudaio seguì le vicende dei Comuni del Regno d’Italia. Nel 1846 un fortissimo terremoto distrusse l’agglomerato delle case più antiche del Castello, compresa la chiesa abbaziale di Santa Maria. Con l’aiuto della popolazione, una grossa sovvenzione da parte del Granduca e l’opera del solerte Abate Quirino Bussotti e del dott. Benedetto Cancellieri il paese, nel giro di 10 anni, risorse dalle rovine del sisma.
Lo stemma : si tratta di una corona nobiliare a cinque punte che sormonta uno scudo con tre monti. La corona sta ad indicare la contea dei Della gherardesca. Lo scudo con i tre monti invece indica i tre castelli 8di loro proprietà) di Montescudaio, Donoratico e Segalari.

Visitare Montescudaio:
il monumento in bronzo ai caduti di Italo Griselli, la chiesa abbaziale nel piazzale del Castello (da dove si può vedere lo squarcio di panorama reso noto dalla pubblicità della Mini,) la chiesa della Ss.Annunziata, lo studio del pittore Stefano Tonelli e la galleria d’arte “Spazio Minerva” di Brucciani Patrizio.
Abbazia di Montescudaio Chiesa di Santa Maria Assunta
Nel 1416 la chiesa di Sant’Andrea in Castello ereditò il titolo del soppresso monastero femminile intitolato alla Vergine. Fino al 1837 la chiesa di Montescudaio conservò un doppio titolo: era la pieve di Sant’Andrea e, contemporaneamente, l’abbazia di Santa Maria Assunta. Il terremoto che nel 1846 rase al suolo la parte alta del paese distrusse anche la chiesa. La nuova chiesa fu costruita negli anni dal 1854 al 1857. Più ampia della precedente e con pianta a croce latina conclusa dall’abside, ha la facciata rivolta ad ovest, preceduta da un’ampia scalinata. All’interno si trovano una statua settecentesca in marmo dipinto raffigurante “San Francesco di Paola”, e una tela con l’“Annunciazione”, attribuita alla scuola veneziana del Seicento.
Chiesa Oratorio della SS Annunziata
L’edificio, eretto nella seconda metà del secolo XV, è stato completamente rinnovato. L’attuale facciata risale agli anni ’30 del secolo XX e venne arricchita da due colonne in pietra sormontate da capitelli. Anche il portone principale fu abbellito da due colonne sormontate da un piccolo timpano a cornice rilevata, interrotto nella parte centrale, dove accoglie un bassorilievo raffigurante l’“Annunciazione”. All’interno, il tabernacolo, impreziosito dall’intarsio di alabastri pregiati, è contornato da tre ordini di gradini che si elevano nella parte centrale, dando origine alla nicchia contenente le statue dell’“Annunziata” e dell’“Angelo annunziante” in terracotta dipinta, custodite dal 1598 e protagoniste della nascita di un fervente culto mariano.

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