
Borgo
- castello situato su una collina di poco oltre i 300
metri che domina la
valle del Crevole ricoperta di fitti
boschi. E’ terra di confine tra il comprensorio
della Val di Merse a cui appartiene e la zona delle Crete
della Val d’Arbia ; in magnifica posizione si affaccia
verso la valle dell’ Ombrone e il colle di Montalcino
.
Le origini del luogo sono legate alla civiltà etrusca
chiaramente testimoniata dai ritrovamenti di Poggio Civitate
e Poggio Aguzzo . Il
castello di Murlo, nella sua tipica
struttura urbanistica fortificata, risale al periodo medievale
(XII secolo) quando fu centro principale del Feudo dei
vescovi di Siena o Vescovado. La pianta, così come
appare oggi, testimonia le trasformazioni avvenute alla
fine del ‘500 dopo la caduta della Repubblica di
Siena e rivela la struttura del castello con le mura sovrastate
da piccole abitazioni che circondano il Palazzo del Vescovo
(oggi sede del Museo Archeologico ), l’edificio
delle carceri e la cattedrale. Le porte di accesso al
castello sono due.
Piccolo, isolato e antichissimo borgo medioevale, posto
su un colle che domina il torrente Crevole, cinto da mura
del XII secolo: la costruzione recente di una fila di
case non ha toccato il nucleo originario.
Il Medioevo è onnipresente
nelle chiese e nei palazzi, anche se rimaneggiati in
epoche successive, ma ugualmente forte è il richiamo
alla civiltà etrusca. Fin dall'antichità,
la fama di questo affascinante borgo collinare, è
stata legata alla sua posizione geografica, ottima dal
punto di vista strategico (è a 20 chilometri
a sud di Siena e vicino ai confini con Lazio e Umbria).
Le prime tracce d'insediamenti umani in quest'area risalgono
all'epoca etrusca (VII e VI sec. a.C.) alla quale appartengono
i numerosi reperti provenienti dal celebre complesso
architettonico di Poggio Civitate, situato a sud-est
di
Murlo. In quest'area archeologica, varie campagne
di scavi, hanno portato alla luce i resti di due importanti
edifici, l'uno orientalizzante e l'altro arcaico, oltre
ad una grande quantità di oggetti in avorio,
osso, ceramica, bronzo e alabastro, conservati nel Museo
Civico Archeologico di
Murlo. Il Museo è anche
sede di un importante laboratorio di archeometria ed
archeologia sperimentale, molto stimato dai ricercatori
stranieri.

Nel
1151 il feudo di
Murlo fu donato dal conte Ugolino di
Ranuccio Ardengheschi al vescovo Ranieri, e al vescovado
senese rimase fino alla soppressione dei feudi, avvenuta
per decreto granducale nel XVIII secolo. Per quasi due
secoli il
territorio di Murlo fu oggetto di aspre controversie
fra il governo di Siena ed il vescovado che si conclusero
nel 1387 con il riconoscimento, sia pure parziale, anche
di una sovranità senese sul castello. Il castello
è citato fin dal 1189 nel documento con cui Papa
Clemente III° lo assegna al Vescovo Bono, ma la
sua costruzione è sicuramente precedente, forse
addirittura risalente ai primi anni dopo il 1000. Fu
distrutto (come molti altri nella zona) dagli Imperiali
di Carlo V° nel 1554 ma, incredibilmente, il suo
particolare statuto di feudo vescovile sopravvisse alla
caduta della repubblica senese, e addirittura questi
privilegi rimasero in essere fino al 1749, quando furono
aboliti dal Granduca Leopoldo II°.
Una visita al Museo permette di ammirare lo splendido
palazzo, detto "il Palazzone" che, in epoca
medioevale (sec. XI-XII), fu sede del Vescovado di
Murlo,
retto dal Vescovo di Siena. A tale epoca risalgono castelli,
torri, opere fortificate, pievi ed eremi di cui è
disseminato il territorio circostante. Nei dintorni
di
Murlo, praticamente su ogni poggio, sono presenti
i ruderi di diversi altri castelli: Fabbrichella, Formignano,
Macereto, Montepertuso, Montepescini (il Castelvecchio
di poggio castello), Valresta, Vescovado. Fra le tante,
rivestono particolare interesse storico ed artistico
le località di Montespecchio, Crevole, Montepertuso,
Montepescini e Vallerano; da ricordare, inoltre, le
Terme di Petriolo.
Il territorio del comune di
Murlo si estende sulle Colline
Metallifere, in parte sul versante sinistro della valle
del fiume Merse e in parte sul versante destro della
valle dell'Ombrone. Fin dall'età medievale le
risorse del
territorio di Murlo, poco popolato, sono
state legate all'agricoltura e all'utilizzo del bosco.
Oltre all'attività agricola, che oggi da vino
e olio di elevata qualità, in passato, l'economia
della zona fu legata anche alle miniere di lignite,
rimaste attive fino alla metà del '900. A testimonianza
di tale attività estrattiva, in cui erano impiegati
fino a trecento minatori, è stato creato un percorso
didattico, "il sentiero delle Miniere" che,
seguendo l'antica ferrovia costruita lungo il corso
del torrente Crevole per trasportare il carbone fino
ai luoghi di utilizzo, illustra con poster e cartine,
gli aspetti storici e naturalistici della zona.
Nei pressi di
Murlo c’è Vescovado , centro
maggiore formatosi con la fusione dei due villaggi,
l’ Andica e Tinoni , che all’inizio dell’800
erano ancora separati. Nella chiesa di Vescovado è
conservato un dipinto di Benvenuto di Giovanni raffigurante
una Madonna in trono con Santi del 1475.
Da segnalare a
Murlo le Fiere del 31 marzo, 31 maggio,
25 agosto, 1 ottobre e 24 dicembre, ottime occasioni
per svaghi ed assaggi gastronomici. A tal proposito,
merita un cenno la famosa "Festa in collina",
che si celebra ogni anno a Casciano di
Murlo nella seconda
metà di maggio, con mostre, gare sportive, giochi
popolari, fiera di beneficenza, concerti e balli notturni.
Una curiosità:
Murlo fu sicuramente un abitato
etrusco ed ancora oggi, per colpa o per merito dell'isolamento
che ha caratterizzato queste zone, i lineamenti dei
suoi abitanti ci inducono a pensare che questi sono
i più diretti discendenti del popolo etrusco.
A circa 20 chilometri a sud
di Siena sia che si arrivi dalla Cassia (uscire a Lucignano
d'Arbia o a Buonconvento) e sia che si arrivi dalla SS
223 (uscire a Fontazzi)
Il
castello di Murlo è citato nel 1189 (ma la sua
costruzione è sicuramente precedente forse addirittura
risalente ai primi anni dopo il 1000) nel documento con
cui Papa Clemente III lo assegna al Vescovo Bono.
Il
castello di Murlo fu distrutto (come molti altri nella
zona) dagli Imperiali di Carlo V nel 1554, ma, incredibilmente,
il suo particolare statuto di fuedo vescovile sopravvisse
alla caduta della repubblica senese ed addirittura questi
privilegi rimasero in essere fino al 1749 quando furono
aboliti dal Granduca Leopoldo II.
Oggi di
Murlo rimangono il Palazzone (era l'antica sede
vescovile) e la porta di Ponente.
Nei dintorni di
Murlo, praticamente su ogni poggio, sono
presenti i ruderi di diversi altri castelli: Fabbrichella,
Formignano, Macereto, Montepertuso, Montepescini (il Castelvecchio
di poggio castello), Valresta, Vescovado cercare per vedere
ma occhio a borri e rovi.
Una curiosità:
Murlo fu sicuramente un abitato
etrusco ed ancora oggi, anche per colpa o merito di un
certo isolamento che ha caratterizzato queste zone, si
riconoscono nei lineamenti degli abitanti quelle lontane
origini.