
Pianosa
si trova a sud dell'Elba. quasi invisibile da lontano,
a causa della modesta altezza, se ne intuisce la presenza
per la nuvola che la sovrasta costantemente durante la
stagione calda. Persino la vegetazione è bassa,
una gariga compatta, che combatte una dura battaglia contro
la siccità. La storia narra che nel 1553 /'isola
fu messa a ferro e fuoco dai pirati Dragut e Kara Mustafà,
che distrussero il castello pisano, uccisero buona parte
della popolazione e deportarono i superstiti. Pianosa
rimase allora disabitata fino a quando non divenne penitenziario
di massima sicurezza.
Questo amaro destino ha preservato
'isola da insediamenti turistici e altre attività
economiche, difendendone i fondali che sono fra i piÙ
integri del Mediterraneo. È ancora notevole la
presenza del corallo rosso, scomparso quasi ovunque. Interessante
anche fa fauna, con alcune lucertole endemiche e numerosi
gruccioni, un colorato uccello che arriva dall'Africa
per nidifitare nei pochi punti ancora tranquilli della
zona. Da poco è visitabile tuttI i martedi.
Informazioni
Agenzia Arrighi
57035 Pianosa lsola (LI) - Te.; 0565 95000.
Il
paradiso degli Uccelli
I fascino di Pianosa si evidenzia sia ammirando il piumaggio
sia ascoltando il canto degli uccelH; che si può
dit;e costituiscano la sola popolazione dell'isola, visto
che di esseri umani se ne contano all'incirca una ventina.
Qui nidificano molti volatili, tra il quali più
spettaccolare è il gruccione.
Le cataconbe
e i romani
Pianosa ha un suo tesoro archeologico che è rappresentato
delle catacombe che narrano gli aibori della civiltà
cristiana: si tratta di un complesso monumentale che risalirebbe
al III - IV secolo d.C., quando i prigionieri cristiani,
vittime delle persecuzioni imperialistiche vennero condannati
a lavorare nelle cave di tufo dell'isola. Grazie ai recenti
interventi di restauro, ben presto sarà permesso
al pubblico di visitarle. Dalla splendida Cala Giovanna
si giunge alle uniche vestigia romane rimaste sulilisola,
i bagni e la villa di Agrippa. I bagni di Agrippa sono
stati recentemente oggetto di un restauro curato e condotto
dalla Sovrintendenza Archeologica della Toscana e sono
dunque aperti al pubblico.

Visite
sperimentali a numero chiuso fino ad un massimo di 100
persone al giorno.
Da colonia penale di massima sicurezza a oasi naturale.
Completamente inserita nel Parco Nazionale dell'Arcipelago
Toscano,mai prima d'ora era stato possibile visitare quest'isola
tanto proibita quanto incontaminata.
Durante la visita è richiesto un rigoroso rispetto
dell'ambiente.
L'isola di Pianosa è frazione del comune di Campo
nell'Elba, dista da Marina di Campo 14 Km, ha un perimetro
di 26 Km, una superficie di 10,2 Kmq, la massima altitudine
è 29 metri a Punta Brigantina ed al Belvedere (ma
l’isolotto della Scola è alto 32 m).
Dal 1996 l'isola e dal 1997 il mare di
Pianosa, per uno sviluppo di un miglio marino, sono compresi
nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
L'isola è una pianeggiante formazione costituita
da rocce sedimentarie e da accumuli conchiliferi che racchiudono
preziosi fossili marini.
Lungo la fascia costiera la vegetazione di macchia bassa
è caratterizzata da ginepro fenicio, cisto, mirto
e lentisco; la parte interna del territorio, suddivisa
da superbi muretti a secco, mostra invece residue coltivazioni
a ulivo e distese a gariga dove le erbe spontanee hanno
sostituito i coltivi a graminacee: si ricordi il detto
elbano "mi costa più dell'orzo di Pianosa"
per rammentare la fatica di quanti hanno qui vissuto e
lavorato.
Rare le essenze arboree: sporadici esemplari di leccio
ma soprattutto alberature dei viali a eucalipto e rarefatte
pinete di rimboschimento a pino d'Aleppo.
Importante è la presenza dell'avifauna sia stanziale
che di passo: si possono incontrare l'upupa, la pernice
rossa, il gruccione, veder volare il falco pellegrino
e il gheppio; lungo le coste la significativa presenza
del raro gabbiano corso, del marangone dal ciuffo e della
berta maggiore. Spesso si possono ammirare branchi di
delfini che nuotano nelle acque incontaminate del Santuario
internazionale dei cetacei.
Arrivati al paese ci accoglie l'architettura particolare
del porticciolo di Pianosa, voluto dal Ponticelli, uno
dei primi direttori del carcere, ma un grande fascino
ha anche il Forte Teglia, edificio storico di epoca Napoleonica.
L’intera isola, dopo la chiusura del carcere, è
in completa trasformazione, per questo la visita al paese
è organizzata attraverso un percorso con guida
ambientale (è assolutamente vietato abbandonare
il percorso e/o la guida).
Ristrutturate le catacombe (probabilmente risalenti alla
fine del IV sec. dC): la speranza di tutti è che
il previsto insediamento di una comunità monastica
benedettina sull’isola possa consentire la visita
di questo incredibile patrimonio religioso e culturale.
Attraverso l'apposito sentiero segnalato è possibile
accedere alla bella spiaggia di Cala Giovanna, unica zona
dove è consentita la balneazione.
La passeggiata che costeggia la spiaggia di Cala Giovanna
ci consente di arrivare alle spalle dei resti dei Bagni
di Agrippa, interessante complesso termale del I sec.
dC parte di un più vasto insediamento Romano, in
corso di completo recupero.
La visita dell’area racchiusa oltre il muro Dalla
Chiesa è possibile solo con apposita prenotazione.
L'isola di Pianosa è un territorio fragile e di
estrema bellezza. Rispettare l'ambiente, il territorio
ed il ricordo di quanti qui hanno vissuto è un
grande dovere etico per tutti noi.
Ogni risorsa naturale in una piccola isola è un
bene prezioso, ognuno di noi può contribuire a
far vivere Pianosa: non abbandonate rifiuti, non raccogliete
piante, non molestate animali, non raccogliete pietre
o manufatti e darete una mano alla rinascita di una delle
più belle isole d'Italia.
Visitare l'isola di Pianosa
E' possibile visitare l'isola di Pianosa con
visite guidate e a numero di partecipanti limitato.
Da Porto Azzurro con il traghetto Planasia della compagnia
di
Navigazione Toremar.
Da Campo nell'Elba,ultimo molo presso la diga foranea
(durata della traversata 45 min. circa):
Per lo sbarco a Pianosa è obbligatorio il biglietto
di ingresso nell'area protetta.
Escursione
a piedi:
il fascino particolare del porticciolo,dovuto all'estro
del Ponticelli,uno dei primi direttori del carcere,vi
accoglie assieme alla grazia dimenticata del Forte Teglia,edificio
storico di epoca Napoleonica.Si visiterà inoltre
l'antico Borgo,a sinistra di chi entra nel porticciolo
e dove sorgeva una cittadella fortificata.Un importante
quanto storicamente "misterioso" complesso catacombale,
incredibile patrimonio religioso probabilmente risalente
alla fine del IV sec. d.C.,potrà forse essere visitato
con il prossimo insediamento di una comunità monastica.La
passeggiata che costeggia la spiaggia di Cala Giovanna,unica
zona dove è permessa la balneazione,consentirà
di arrivare alle spalle dei resti,ben conservati dalla
Soprintendenza Archeologica di Firenze,dei Bagni di Agrippa
(Marco Agrippa Postumo fu relegato a Pianosa e successivamente
ucciso per permettere l'ascesa del trono di Tiberio),interessante
complesso termale del I sec. d.C. parte di un piu' vasto
insediamento romano.