Sansepolcro

Posta ai piedi dell'ultimo tratto dell'Appennino toscano, Sansepolcro domina l'Alta valle del Tevere, che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare.


Sansepolcro - ArezzoPosta ai piedi dell'ultimo tratto dell'Appennino toscano, Sansepolcro domina l'Alta valle del Tevere, che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare, delimitato dall'Alpe della Luna, dalla Massa Trabaria, dalle colline della vicina Umbria e dai monti dell'Aretino e dell'Alpe di Catenaia. La tradizione attribuisce a Sansepolcro un'origine mitica per opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle dove, per un segno divino, decisero di restare e costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie, portate da Gerusalemme.
Intorno a questo primo oratorio si sviluppò il Borgo che fu detto, proprio per questa origine, del Santo Sepolcro.
Un centro storico colpito da una lunga storia di terremoti, di attacchi esterni e di lotte tra le varie fazioni cittadine, ma che ha conservato sino ai giorni nostri i caratteri di un centro d'autore, profondamente legato al massimo figlio di questa terra: Piero della Francesca.
L'Artista, che si firmava "Pietro dal Borgo", ha immortalato la sua città nelle sue opere, esaltandone i caratteri, così da avvicinarla a quella città ideale di cui allora si discuteva nelle corti italiane.
Sansepolcro - ArezzoMa Sansepolcro non è solo la patria di Piero della Francesca: La sua ricca storia artistica e culturale si lega ai nomi di Dionisio Roberti, Luca Pacioli (uno dei massimi matematici del Rinascimento, allievo di Piero della Francesca e amico di Leonardo da Vinci), Matteo di Giovanni, Raffaellin dal Colle, gli Alberti, Santi di Tito.
Accanto alla grande tradizione artistica, il folclore. Sansepolcro è infatti anche la città del Palio della balestra e dei giochi di bandiera, testimonianza di un passato di lotte in difesa della libertà comunale. La seconda domenica di settembre, quando i balestrieri di Sansepolcro rinnovano la sfida ai rivali di Gubbio, Sansepolcro si veste dei colori di Piero della Francesca: Squillano le chiarine, rullano i tamburi e in piazza Torre di Berta trionfa il Palio della balestra: festa secolare (le sue origini risalgono ai primi del '400) con la quale Sansepolcro ricorda il suo fiero passato di libero Comune, continuamente impegnato a difendersi dagli attacchi dei Signori vicini. Da quelle esercitazioni militari trae origine la gara di tiro con la balestra antica all'italiana, da banco, giunta sino ai nostri giorni con le stesse regole dei secoli passati. Seduti sui banchi da tiro, a 36 metri dal bersaglio o corniolo ( un tronco di cono con al centro una bulletta di ferro), i balestrieri, i cui nomi vengono estratti a sorte, si alternano nei tiri. Vince chi più si avvicina al centro. Vestiti con abiti pierfrancescani nobili, dame e cavalieri assistono alla sfida, mentre gli sbandieratori lanciano nel cielo i loro vessilli.
A fare del settembre il mese cittadino per eccellenza non c'è solo il Palio, corso in onore del Santo Fondatore Egidio. Altri due importanti appuntamenti si alternano annualmente: la Biennale dell'arte orafa e la Biennale del merletto o trina a spilli, con le quali vengono valorizzate due importanti tradizioni locali che uniscono in sé arte e perizia artigianale.
Oggi Sansepolcro è una città attiva e moderna, con circa 15.600 abitanti, che, pur impegnata a salvaguardare il proprio nobile passato, la sua identità di città d'autore e le sue tradizioni, guarda al futuro. Il suo sviluppo industriale risale al 1827, data di nascita della Buitoni, l'importante industria alimentare che da qui si è sviluppata a livello internazionale e oggi è presente a Sansepolcro con un modernissimo pastificio. Accanto a questo, altri marchi prestigiosi nel campo della camiceria, della maglieria e del tessile abbigliamento, caratterizzano l'economia della città. Alla struttura industriale va aggiunta una agricoltura basata in particolare sulla coltivazione del tabacco, particolarmente pregiato, seguito da peperoni, pomodori, girasoli, cereali, tra i quali grano, mais, orzo. In questi ultimi anni si è andata sviluppando la coltivazione e commercializzazione delle erbe officinali , accanto ad una crescente sensibilità verso un'agricoltura pulita che faccia della Valtiberina una "valle verde".

SansepolcroVisitare Sansepolcro:
PIAZZA TORRE DI BERTA

Al centro di Sansepolcro si trova la piazza detta Torre di Berta, per la torre medioevale che sorgeva isolata nello spazio pubblico prima di essere distrutta durante l'ultima guerra. La Piazza è circondata da numerosi edifici di interesse, tutti trasformati o restaurati nel corso del tempo. Tra di essi citiamo il Palazzo Pichi, con finestre di bugnato, il Palazzo Giovagnoli, di origine duecentesca con basamento di una casa - torre e finestre rinascimentali, il Palazzo Pichi - Sermolli, di impianto quattrocentesco, e infine il superstite torrione medioevale mozzo situato sul lato nord - ovest.

VIA MATTEOTTI
Imboccando via Matteotti da Piazza Torre di Berta ci si imbatte subito nel Duomo, dedicato a San Giovanni; l'edificio che vediamo oggi è il frutto di rifacimenti, avvenuti tra il 1301 e il 1350, dell'originaria abbazia camaldolese del secolo XI dedicata a San Giovanni Evangelista. Al suo interno sono conservate straordinarie opere di artisti quali il Perugino, Bartolomeo della Gatta, Santi di Tito ed un Crocifisso ligneo del X secolo detto del Volto Santo.Accanto al Duomo si trova il Palazzo delle Laudi, oggi sede comunale. L'edificio, commissionato all'architetto Alberto Alberti, risale all'inizio del Seicento e vanta un bel cortile interno, opera di un altro architetto locale, Antonio Cantagallina. La facciata è arricchita da un ampio loggiato che aveva anche funzioni di mercato coperto. Sul lato opposto al Duomo la via è fiancheggiata da case del '300/'400, dal Palazzo Aggiunti (del primo Seicento) e dal complesso che ospita la ricca Pinacoteca Comunale. Il fondo della strada è chiuso dal trecentesco Palazzo Pretorio (oggi sede della sezione staccata del Tribunale di Arezzo), collegato da un grande arco all'edificio della Pinacoteca.

Sansepolcro - ArezzoCASA DI PIERO DELLA FRANCESCA
L'edificio in cui nacque l'Artista è un bel palazzo quattrocentesco, alla cui progettazione forse partecipò egli stesso. L'impostazione architettonica presenta moduli michelozziani nel portale e nelle finestre.

FORTEZZA MEDICEA
La fortezza di Sansepolcro, ideata nel Cinquecento, è situata nella parte orientale della cerchia muraria tuttora in piedi. Il progetto si deve a Giuliano da Sangallo, che inglobò le fortificazioni preesistenti nelle nuove bastionature. Nella realizzazione intervenne anche l'architetto Alberto Alberti. All'edificazione della fortezza Cosimo I volle accompagnare il rafforzamento della cerchia muraria strutturata lungo quattro bastioni angolari, uno dei quali si trova proprio nella Fortezza Medicea.

MUSEO CIVICO
Orari
INVERNALE: dal 1° ottobre al 31 maggio Mattina: 9.30-13.00 Pomeriggio: 14.30-18.00
ESTIVO: dal 1° giugno al 30 settembre Mattina: 9.00-13.30 Pomeriggio: 14.30-19.30
Giorni di chiusura: nessuno
Il Museo Civico di Sansepolcro, inaugurato nel 1975, è allestito nel Palazzo dei Conservatori (XIV secolo), appositamente ristrutturato. Oltre ai famosi capolavori di Piero della Francesca, comprende importanti opere pittoriche provenienti da chiese della città e del territorio, il tesoro della Cattedrale ricco di preziose oreficerie, una raccolta di materiale scultureo in pietra e una collezione di materiali preistorici della Valtiberina. In particolare il museo espone affreschi di scuola locale del XIV secolo, affreschi e tavole di Piero della Francesca, tra cui la Resurrezione e il Polittico della Misericordia, tavole e tele di scuola toscana e umbra del XVI secolo (tra gli altri artisti, Pontormo, Luca Signorelli, Gerino da Pistoia, Raffaellino del Colle, Giovanni dé Vecchi, Santi di Tito) e tele seicentesche.

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