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Saturnia

Saturnia è situata a pochissima distanza dalle rinomate sorgenti termali, è perfettamente incastonata nel dolce paesaggio collinare tipico della Maremma.

Saturnia è situata a pochissima distanza dalle rinomate sorgenti termali, è perfettamente incastonata nel dolce paesaggio collinare tipico della Maremma che ne fanno il punto di partenza ideale per escursioni in tutte le aree circostanti, essendo possibile raggiungere, in circa 50 minuti in auto, tanto il mare quanto l' Amiata. Il paese, nonostante le ridotte dimensioni, è ben strutturato sotto il profilo dei servizi offerti al turismo.
Saturnia e le sue terme : Le Cascate del MulinoIl suo castello, suggestivo e romantico, che è però proprietà privata... Potrete però consolarvi visitando l' adiacente Porta Romana, con relativa via, ed il piazzale Bagno Secco.
Nell'area della città sono state rinvenute tracce di una frequentazione dell'età del Bronzo Finale (XII-X a.C.), mentre la necropoli più antica, nel luogo detto Sede di Carlo nei pressi dell'attuale cimitero, risale al periodo tardo-villanoviano (VIII secolo a.C.). Si tratta, insieme con Marsiliana, di una delle testimonianze più complete di questo periodo, in genere documentato solo da scarsi rinvenimenti sporadici.
Caratteristici di questa necropoli sono i vasi cinerari con il coperchio sormontato da una sfera, da interpretare come un tentativo di dare al vaso una forma antropomorfa.
Alla fine dell'VIII secolo a.C. le necropoli aumentano di numero e di estensione sulle due rive dell'Albegna (Poggio Pancotta, Prato Grande, Sterpeti, Campo delle Caldane, Pian di Palma, Puntone, Casali, Crostoli). Non si sa se questo fenomeno sia legato solo ad uno sviluppo del centro urbano o anche ad un abitato sparso nel territorio circostante.
Le tombe tardo-villanoviane sono a pozzetto. Con il VII compaiono le tombe a tumulo, costruite con grandi blocchi e lastroni monolitici (Pian di Palma, Puntone).
Intorno alla metà del V secolo a.C. anche le necropoli di Saturnia, come quelle degli altri centri minori del vulcente, sembrano abbandonate. La città viene rifondata nel IV secolo (come Sovana o Talamone). All'interno dell'area urbana sono stati poi riconosciuti strati di distruzione e incendio databili all'inizio del III secolo a.C. e quindi contemporanei e conseguenti alla conquista romana.
Con la conquista, Saturnia divenne una sede amministrativa (praefectura) e in seguito, nel 183 a.C. colonia. La colonizzazione portò ad una ristrutturazione completa del territorio. La città ebbe un impianto stradale regolare e una cinta muraria di cui si vede ancora un tratto fuori della Porta Romana.
Il territorio fu attraversato da una grande arteria, la Via Clodia che metteva in comunicazione diretta con Roma e, tramite uno svincolo, con il tracciato costiero della Via Aurelia. La campagna fu divisa in lotti regolari (centuriazione) e assegnata ai coloni romani e forse anche a popolazione etrusca locale. Sin dall'inizio comparvero nel territorio le tipiche ville agricole di età tardo-repubblicana e imperiale. Furono sfruttate certamente anche le sorgenti termali, anche se mancano completamente resti materiali. In età imperiale la città ebbe un foro monumentale e edifici pubblici di cui si sa poco. La documentazione epigrafica e archeologica si segue fino al III secolo d.C. circa, poi si rarefà.
Nel XII secolo Saturnia ricompare in un documento come castello e sede pievana. Possesso degli Aldobrandeschi, fu poi contesa dai Comuni di Siena ed Orvieto. Fu anche dominata dai Baschi di Montemerano e dagli Orsini di Pitigliano. Nel 1410 fu conquistata definitivamente da Siena che ricostruirono quasi del tutto cinta muraria e cassero. In seguito il centro si spopolò in modo tanto grave da rischiare la scomparsa.
La Maremma ToscanaEscursioni da Saturnia
A oriente di Saturnia e del corso della Fiora la Maremma cambia volto. Intorno alle case di pietra lavica, alle mura, ai palazzi e alle chiese di Pitigliano, Sorano e Sovana, il paesaggio alterna vigne e oliveti ai profondi valloni incisi nel tufo dalle acque del Lente, del Fologna e dei loro affluenti. Verso sud, chiude l’orizzonte la Selva del Lamone, l’intricata foresta di querce e lecci che ha segnato per secoli il confine tra le terre del Granduca di Toscana e quelle del Papa, e che vede oggi incontrarsi le Provincie di Grosseto e Viterbo. A rendere celebre la zona sono i borghi fortificati di Pitigliano e Sorano e le chiese romaniche e le necropoli etrusche di Sovana. Per gli escursionisti, il fascino di questo angolo della Maremma sta nella varietà dei sentieri, che attraversano dei panoramici altopiani per poi addentrarsi nelle “vie cave”, i canyon nel tufo sistemati e utilizzati già al tempo degli Etruschi. Verso nord, ai piedi dell’Amiata, il paesaggio diventa più ordinario. Sorprendono il viaggiatore, in questa zona, il fortilizio di Castell’Ottieri e l’insediamento rupestre etrusco e medievale (ma utilizzato fino all’Ottocento) di Monte Vitozzo, simile ai Sassi di Matera. Accanto al corso della Fiora è la necropoli di Poggio Buco, un centro che Etruschi e Romani conoscevano con il nome di Statonia.

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Relais Villa Acquaviva un romantico hotel e agriturismo. La soluzione ideale per chi cerca benessere e relax in Maremma.
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