Il paese, ricco di testimonianze che attestano la sua
origine etrusca come le altre località nei dintorni,
nasce in una posizione molto pittoresca che incanta chiunque
si fermi a visitarlo. Sorano, antico municipio etrusco
nel periodo di massimo splendore di questo popolo, nasce
su un’alta rocca che il tempo ha fatto assomigliare
ad una rupe naturale, appena ingentilita dall’architettura
essenziale del rinascimento, ed è cinto da importanti
mura che contribuirono a renderlo una delle più
sicure propaggini difensive della Contea di Pitigliano.
Sorano appartenne agli Aldobrandeschi che lo svilupparono
come borgo difensivo fortificandolo con mura al cui interno
si conserva ancora oggi il borgo.
Più che altro unico
nel suo genere è il parco archeologico della “Città
del Tufo” dove si ritrovano i maggiori tesori storici,
archeologici e culturali di questo territorio. Qui si
possono ammirare, oltre alla chiesa di San Sebastiano
e la Rocca Aldobrandesca, le necropoli scavate nella roccia
e oggi inserite in un ambiente naturale di grande suggestione.
Primeggiano antiche tombe, sopra tutte è da segnalare
quella monumentale detta Ildebranda, indicata come il
capolavoro di tutti i sepolcri che rappresenta il passaggio
dall’Etruria arcaica a quella prossima a soccombere
a Roma e al suo impero. Protette e avvolte da una folta
vegetazione che ne esalta il fascino e il mistero sono
anche le tombe rupestri, come la più famosa chiamata
Tomba della Sirena, ritrovate nei pressi di Sorano e Vitozza.
Queste Grotte sono quasi spoglie confronto alle altre,
ma altrettanto affascinanti, probabilmente utilizzate
per l’allevamento dei piccioni o come inceneritori
e poi, in epoca romana e medievale, adattate ad abitazioni
, stalle o cantine.
Grazie ai sapienti costruttori che nei secoli scorsi hanno saputo creare questa meraviglia architettonica, tutte le case di Sorano sono affascinanti. Non ci sono due case, o due porte uguali. Ognuna ha la sua personalità, la sua storia attraverso i secoli; osservate i muri, sono tutti costellati di archi e aperture di varie forme realizzate in diverse epoche e poi successivamente chiuse, o riadattate.
SOVANA:
Dalla porta della Rocca ci si immette in via del Pretorio e quindi nella piazza centrale, su cui si affacciano, sul lato sinistro: le mura perimetrali di S. Mamiliano, la più antica chiesa della città (costruita nel IV sec. d. C. sui resti di un edificio etrusco, poi romano); il Palazzo Bourbon Del Monte, appartenuto ai marchesi omonimi, con facciata rustica e ampio porticato (XVI sec.); l'attigua Chiesa di S. Maria (XII-XIII sec.) che conserva impronte romaniche e gotiche, affreschi cinquecenteschi, due cippi romani e soprattutto uno splendido ciborio preromanico (VIII sec.), unico in Toscana.
La raccolta atmosfera medievale di piazza del Pretorio, il ciborio in S. Maria e il portale della cattedrale non esauriscono le emozioni di una visita a Sovana. La calda tinta del tufo scavato e tornito dalle acque, le querce verdeggianti, i fitti cespugli nelle forre e nei valloni quasi nascondono alla vista la più importante necropoli etrusca rupestre, costituita da una grande varietà di tombe (a camera, a dado, a edicola, a fossa, a tempio) e da un dedalo di vie cave scavate nella roccia. Risalgono agli inizi del III sec. a.C. i monumenti funebri più belli, come le grandi tombe Pola e Ildebranda, che riproducono un tempio etrusco di età ellenistica.
Nel folto della boscaglia vi sono tombe a camera incuneate nel costone di tufo. Un pensiero corre sulla tomba a edicola della Sirena, nel cui arco era sistemata la figura del defunto, giacente sul letto conviviale. Al suo lato sinistro stava Vanth, la dea della morte, recuperata in frammenti ed esposta al Museo Archeologico di Firenze. Contemplando il sonno del defunto, sorella morte sembra svelarci l'ultimo segreto dell'anima femminile: la morte, come la vita, dev'essere pura, candida, innocente, naturale.
Ora non resta che recarsi nel capoluogo di comune, Sorano, e inoltrarsi nei vicoli del borgo medievale, con le sue piazzette, i portali delle dimore gentilizie con cornici in bugnato rustico, la via del Ghetto con il forno ebraico, le abitazioni strette le une alle altre a strapiombo sulla valle del fiume Lente.
NECROPOLI ETRUSCA
Situata lungo la strada che collega Sovana a San Martino sul Fiora, la Necropoli (scoperta nel 1843 da parte di Ainsley) è sempre stata meta di visite sia di turisti che di studiosi che oltre a scavi archeologici, hanno anche lasciato descrizioni affascinanti della Necropoli stessa oltre che del paesaggio circostante.
Proprio una di queste descrizioni, quella di George Dennis del 1848, diede a Sovana ed ai suoi ritrovamenti, un importanza internazionale.
Da allora furono avviati molti scavi, anche se non sempre per motivi scientifici, e soltanto dal 1925 si può parlare di una vera e propria attività di studio e rilevamento completo delle parti architettoniche delle tombe che erano state scoperte in precedenza (tra queste la Tomba Ildebranda grazie ai fratelli Rosi).
La necropoli di Sovana non è la più estesa rispetto alle necropoli di zone vicine, ma sicuramente è un esempio unico per la varietà di tombe che vi si possono trovare e che esprimono tutta la bellezza dell' architettura e dell' arte etrusca.
TOMBA PAOLA
Questa tomba molto probabilmente risale al III sec. a.C. Delle 8 colonne che la componevano, oggi ne rimane una soltanto. Al centro di questo colonnato era posto l'ingresso della camera sepolcrale. Anche in questo caso la facciata doveva essere ricoperta completamente di stucco nei colori cromatici secondo il gusto tipico degli etruschi. All'interno del "pronaos" si possono trovare cassettoni a riquadrature piane molto semplici.
TOMBA DEL TIFONE
Risale al II sec. a.C. ed è un tipico esempio di tomba a timpano con portico. Il nome è dovuto ad una scultura decorativa ritrovata al suo interno raffigurante appunto una testa di Tifone, mostro mitologico dell'antica Grecia. Anche in questo caso, come nella tomba Ildebranda, è molto evidente l'influsso della civiltà ellenica su quella etrusca.
TOMBA DEL SILENO
Datata intorno al III sec. a.C., questa tomba deve il suo nome al ritrovamento durante degli scavi, di una testa di Sileno. Di tipo a "edicola", vi si nota un certo distacco dallo stile ellenico, a cominciare dallo stile delle quattro colonne più vicino allo ionico piuttosto che al dorico. Anche la leggenda dei Sileni risale alla mitologia greca e vengono raffigurati con sembianze tra l'umano e il ferino.
tomba pisa
Splendido esempio di tomba "a camera", risale al III sec. a.C. circa, ed è interamente ricavata nel blocco tufaceo della roccia. Probabilmente venne utilizzata per più generazioni, dal momento che è composta da 9 camere comunicanti ed è molto ampia. Inoltre sono stati rinvenuti resti risalenti in vari periodi, dal III sec. al I sec. a.C. consistenti principalmente in ceramiche ellenistiche con particolari metallici in bronzo dorato. Il nome deriva dal fatto che venne scoperta nel 1963 dall' Istituto di archeologia di Pisa.
TOMBA DELLA SIRENA
Anche in questo caso siamo di fronte ad un esempio di tomba a "edicola" risalente al III-II sec. a.C. ed è costituita da una facciata nella quale si apre una nicchia sulla quale si può ammirare il frontone adorno di sculture. Tra queste sculture, quella più importante è certamente quella di Scilla, figura metà donna e metà pesce ricordata da Omero, ed accanto ad essa altre due figure che probabilmente dovevano rappresentare i genii tutelari del defunto.
Al di sotto del frontone si trova, come abbiamo detto, una nicchia dove si può trovare la figura del defunto durante un banchetto. Questo fatto si può ritrovare in molte urne e sarcofagi etruschi. Purtroppo questa figura risulta oggi quasi completamente levigata, anche perché forse venne utilizzato come santuario, come la croce scolpita sul giaciglio lascerebbe ad intendere.
La camera sepolcrale si trova di fonte alla facciata in basso, e vi si accede mediante uno stretto "dromos". Entrambi sono collocati obliquamente rispetto alla facciata, e questo farebbe pensare che quest' ultima sia stata costruita in un secondo tempo e posizionata in questo modo a causa dell' andamento del pendio.
La camera sepolcrale non è di grandi dimensioni, vi si possono trovare tre panche sulle quali vennero probabilmente poste le urne con le ceneri dei defunti.