Follonica

Follonica è adagiata al centro del golfo che porta il suo nome, tra l’azzurro del mare ed il verde delle pinete; il suo nome deriva dalla parola fulloni, i mantici usati nelle fonderie.


Follonica è adagiata al centro del golfo che porta il suo nome, tra l’azzurro del mare ed il verde delle pinete; il suo nome deriva dalla parola fulloni, i mantici usati nelle fonderie. La sua storia è legata indissolubilmente all’arte fusoria e soprattutto alla figura di Leopoldo II di Lorena; il quale volle che a Follonica sorgesse una grande fonderia con una tecnica innovativa. La città, come si conosce ora, ha quindi una data di nascita ben precisa: il 1832, quando intorno agli antichi forni medicei sorge il villaggio fabbrica, embrione della città attuale; da quel momento l’espansione è stata continua. Oggi Follonica è una città moderna con un economia polivalente, e grazie alla bellezza delle spiagge e delle pinete ed alla sicurezza del mare è, per numero di presenze, il centro turistico più frequentato della provincia di Grosseto.
Follonica Il passato siderurgico ha lasciato diversi monumenti importanti come la Chiesa di San Leopoldo, “la chiesa della ghisa”, progettata dall’architetto Carlo Reishmmer, e il Cancello Monumentale, ingresso delle Regie Imperiali Fonderie, chiuse nel 1960.Ma Follonica ha un passato molto più antico, un passato che sta tornando prepotentemente alla luce. Durante i lavori di costruzione della superstrada Aurelia sono stati ritrovati importanti reperti archeologici risalenti al VII e VI secolo a.C. Le recenti ricerche archeologiche sui colli di Follonica hanno portato alla luce un villaggio del VI secolo a.c. e due tombe del VII secolo a.C.; attualmente sono in corso gli scavi dell’edificio meglio conservato.E’ probabile che gli Etruschi di Val Petraia fossero dediti al taglio del bosco per rifornire di combustibile i vicini forni di Rondelli. La presenza di tombe del VII secolo fa supporre l’esistenza di un abitato coevo, che non è stato ancora ritrovato. In compenso una delle tombe ha restituito un corredo di ornamenti in bronzo per le vesti e per l’acconciatura dei capelli.
Numerose fornaci da calce sparse sul pendio di Poggio Fornello documentano un’attività importante tanto da lasciare tracce nel toponimo. La coltivazione del calcare locale e la produzione di calce deve essere connessa ad una intensa attività edilizia.Nel quartiere urbano di Rondelli, durante i lavori di costruzione di un centro commerciale, sono venuti alla luce un complesso fusorio composto da 21 forni, organizzati in vere e proprie batterie, ed il villaggio in cui vivevano gli antichi fonditori. Possiamo definire questo ritrovamento una rarissima testimonianza della vita reale degli etruschi. I forni meglio conservati sono ora protetti da una piramide di vetro. I reperti etruschi di Val Petraia e di Rondelli, e quelli rinvenuti in altre località del Golfo, verranno esposti nel costituendo Museo Archeologico di Follonica, che verrà allestito nella Fonderia Numero Due all’interno del complesso siderurgico Ex-Ilva. Il Museo Archeologico, che esporrà soprattutto reperti della siderurgia etrusca ritrovati nella nostra zona, si affiancherà all’esistente Museo del Ferro e della Ghisa, dove sono esposti reperti ed utensili usati presso le “Regie Imperiali Fonderie” Ilva di Follonica.
I monumenti
Dentro le mura della “Città fabbrica”
FollonicaCancello ex Ilva.
E' il portale artistico che dava accesso alla città fabbrica progettato dall'Ing. Alessandro Manetti e dall'architetto Carlo Reishammer; è un esempio di manifattura in stile neoclassico e doveva rappresentare un esempio- campionario delle capacità delle Fonderia. Sulla sommità dell'opera appare ben evidente la fiaccola , motivo ornamentale simbolico per il riferimento alla lavorazione siderurgica; al di sotto di esso campeggia lo stemma con la croce sabauda ornato ai lati da due delfini. Impreziosiscono il portale due cornucopie (motivo classico e simbolo di abbondanza) e qua e là festoni di frutta neoclassici. La struttura del portale è formata da colonne pseudocorinzie con motivo di foglie di acanto.
Casotti di Guardia
Ai due lati del cancello artistico che consentiva l'accesso all'interno del muro perimetrale sono posizionati due piccoli ambienti detti "casotti" in cui da novembre a giugno un picchetto della guardia di finanza si occupava dei controlli.
Palazzina del Direttore
Palazzina di stile neoclassico, semplice e lineare per la funzione che doveva assolvere e cioè alloggio per gli impiegati, costruita dietro uno dei casotti di guardia tra il 1822 ed il 1832. L'edificio, che aveva anche un orto adiacente, venne utilizzato prevalentemente come abitazione sino al 1852 quando vi fu spostata la direzione dello stabilimento e lì rimase fino al 1960, data della chiusura definitiva.
Palazzo Granducale
Bella costruzione a tre piani sorta nel 1845 con il fine di ospitare Leopoldo II durante le sue frequenti gite a Follonica. All'ultimo piano si trovavano l'ufficio e l'abitazione dell'ispettore forestale. Attualmente il Palazzo, che conserva al suo interno stucchi e soffitti affrescati a tempera con motivi a grottesche, è la sede del Corpo Forestale dello Stato.
Scuola Media
La struttura del secolo scorso ospita oggi le scuole medie. In questo luogo, a metà del Seicento si trovavano l'osteria, la macelleria e la dispensa. L'edificio, ristrutturato nella prima metà dell'Ottocento fu adibito in parte a scuderie ed in parte a laboratorio dei modellisti e rimase in uso fino alla chiusura dello stabilimento.
Biblioteca Comunale
L'attuale edificio che risale alla prima metà dell'Ottocento ospitava in origine l'officina meccanica dove lavorarono sino al 1960 i tornitori; alla chiusura dello stabilimento il piano superiore venne utilizzato come sede del liceo scientifico e del I.P.S.I.A e al piano terreno nel 1974 si è insediata la biblioteca comunale che dal 1982 occupa l'edificio totalmente.
Palazzina del Medico
La semplice costruzione a due piani risalente al 1838 era utilizzata dal medico dello stabilimento con due camere per il ricovero e di una farmacia ; vi era inoltre situata la scuola di disegno, mentre al piano superiore c'erano gli alloggi del medico e degli insegnanti.
Fonderia N°1
L'imponente edificio che si affaccia sulla Via Massetana inizialmente utilizzato come magazzino fu, nel 1918, trasformato in fonderia.
Fonderia N°2
Facevano parte di questa struttura vari ambienti di cui il primo ad essere costruito fu il forno San Leopoldo (1835) azionato dall'acqua delle gore. La fonderia artistica venne ultimata nel 1837. Il forno di Maria Antonia, conservato parzialmente, entrò in funzione nel 1841.
Forni delle Ringrane
Edificio della prima metà dell'ottocento era composto da 14 forni che servivano ad abbrustolire il ferro grezzo.
Forno San Ferdinando
Risulta da documenti del tempo che nel Quattrocento vi sorgesse un mulino da grano. Nel 1546 vi fu edificata una ferriera che utilizzava l'acqua raccolta in un grande bottaccio; nell'ottocento nel complesso venne costruito un piccolo forno di forma quadrata. Il piccolo forno quadrato venne ben presto sostituito da un forno tondo azionato a vento caldo, con consumi di combustibile più contenuti e produzione migliore, tanto che rimase in funzione fino quasi alla fine dell'Ottocento.
Il Bottaccio
Un grande serbatoio che serviva ad immagazzinare l'acqua utilizzata dalla ferriera.
Torre dell’Orologio In origine dove ora è situata la torretta dell’orologio si trovava una piccola cappella che nel settecento fu sostituita da un oratorio e dopo non molto a fianco di questo sorse un appartamento che divenne la sede della direzione dei forni. La torre con orologio risale agli anni Trenta del secolo scorso, si trovavano lì anche due campane di bronzo artistiche, fuse a Pistoia da Terzo Rafanelli. Dopo la costruzione del Palazzo Granducale la palazzina della torre venne suddivisa in appartamenti per i dipendenti delle Fonderie.
Chiesa di San Leopoldo
Nel 1836 venne posata la prima pietra di questa chiesa, resasi ormai necessaria ad un insediamento crescente come Follonica; costruita sulla base del progetto dell'Arch. Alessandro Manetti e del genero Carlo Reishammer e commissionata dal Granduca Leopoldo II. I lavori che durarono due anni (la costruzione venne consacrata nel 1838) videro l'impiego di un materiale piuttosto insolito come la ghisa per la maggior parte delle decorazioni tanto da rappresentare il punto più alto raggiunto dalla produzione artistica della locale fonderia.
Da molti definito l'edificio più interessante della cittadina, la Chiesa di S.Leopoldo è un edificio di stampo neoclassico a croce latina e presenta un bellissimo pronao la cui peculiarità, l'uso della ghisa, ha fatto sì che la struttura si sia guadagnata il soprannome di "chiesa della ghisa". Dighisa sono le coppie di tre colonne che sorreggono una trabeazione riccamente decorata e la balaustra a traforo che delimita l'area del pronao. L'arco centrale è sottolineato da una cornice in ghisa elegantemente decorata con acroterii a palmette all'esterno e con una fascia traforata con cherubini all'interno. Ai lati dell'arco vi sono due fregi in ghisa modellati nel 1841 dallo scultore Lorenzo Nencini con raffigurazioni di
San Leopoldo che distribuisce i beni ai poveri: sulla sinistra vi è la consegna dei pani e sulla destra la consegna delle vesti (entrambi gli episodisono stati scelti con l'intento di celebrare l'illuminata opera di bonifica promossa dal Granduca in Maremma). L'interno, a navata unica con copertura a capanna e volta a crociera, presenta ancora una volta l'impiego della ghisa come materiale per gli arredi sacri: la base del pulpito, la balaustra del presbiterio, i sostegni delle mense, le colonne che sottolineano l'abside e gli splendidi candelabri ai lati dell'altare maggiore. Nel transetto destro troviamo il monumento funerario di Raffaele Sivieri, primo direttore dell'Amministrazione delle Miniere del Ferro, costituito da un busto in marmo firmato da Leopoldo Arcangeli (1839) e da una lapide inserita dentro una cornice centinata in ghisa. All'interno dell'arco aperto al centro dell'altare maggiore è inserito il tabernacolo in marmo eseguito da Lorenzo Nencini nel 1841; il ciborio, sorretto da due angioletti posti, secondo un'originale invenzione, di spalle, presenta un'edicola di forma ottagonale, finemente scolpita con motivi neoquattrocenteschi (foglie di acanto) ed è sormontato dalla colomba dello Spirito Santo. A sinistra dell'altare maggiore si trova una cappella e all'interno di una nicchia in stucco lucido perlato vi è il fonte battesimale col piedistallo in ghisa , la vasca in bardiglio e la pregevole statua in marmo bianco di San Giovanni Battista scolpita anch'essa dal Nencini con una tenera attenzione di timbro purista. Sull'altare della cappella la "Madonna Ilvania" ipoteticamente riferibile a Leopoldo Arcangeli. Nel braccio sinistro del transetto si trova un grazioso dipinto ottocentesco ritraente la Vergine ed il Bambino, popolarmente denominata "Madonna del Soccorso".
Ex Casello Idraulico
Recentemente restaurata la palazzina a due piani con corte privata ed elegante torretta, terrazza sovrastante e copertura a tetto , fu costruita per ordine del Granduca nel 1840 con il preciso intento di farne "la casa del servizio idraulico "; lo stabile divenne infatti il centro direttivo della bonifica delle basse valli del Pecora e del Cornia. La
La Casa Gobba - Civica Pinacoteca A. Modigliani
Faceva parte del più antico nucleo abitativo di Follonica, la costruzione era originariamente una torre d'avvistamento che fu poi trasformata in ufficio doganale. L’edificio risalente ai primi anni ’20 (stile tardo-liberty) fu costruito come casa del fascio che ospitava al piano terreno sala da ballo e di ritrovo, usata anche in occasione di convegni e mostre. Negli anni ’70 fu sede dell’Istituto Professionale di Stato e tra gli anni ’80
e il ’95 è stata sede di uffici pubblici; l’edificio ora è sede della Pinacoteca Comunale A. Modigliani, museo che ospita circa 150 quadri di artisti contemporanei (Giuggioli, Bastianelli, Raddi, Pericci, Sabatelli, Cicalini ecc.)
La Dogana
Progettata da Alessandro Manetti , costruita nel primo dopoguerra, venne ben presto assegnata alle guardie di finanza ed ai doganieri che
prima erano nella Casa Gobba.
La Casa Storta
In origine adibita a caserma e poi ampliata sotto i Lorena, fu in seguito utilizzata per controllare l'intenso traffico commerciale.
Monumento ai Caduti
Nel 1925 venne posto in Piazza Vittorio Veneto il complesso marmoreo a ricordo dei caduti della grande guerra, opera dello scultore Pietra Santino Giacomo Zilocchi, sotto la direzione dei lavori dell'Ing. grossetano Porciatti. Il monumento in marmo bianco è composto da due monoliti e un libro scolpito in marmo bianco opera di Piergiorgio Balocchi (docente di scultura all'accademia di Carrara), l'opera è circondata da pilastrini in ghisa.
Baracche sul mare
Le baracche e le villette liberty del Lungomare vennero costruite tra gli anni '20 e '30 per rilanciare l'economia di Follonica puntando anche allora sul turismo. Da un brano dell'Archivio Comunale di Follonica risalente al 21 Ottobre del 1923 è evidente il desiderio di basare l'economia del paese su un settore come il turismo, attuale ancora oggi, "E' certamente un antico desiderio di questa popolazione di poter avere il controllo della spiaggia dalla quale si ha ragione di ottenere notevole sviluppo di movimento di bagnanti se essa sarà tenuta nelle condizioni necessarie per rendere il soggiorno piacevole e igienico"; alle baracche in legno si sostituirono edifici in muratura e villini tanto che , ancora in un documento del tempo si legge, "la particolare caratteristica della spiaggia è che sulla medesima e per tutta la sua lunghezza sorgono baracche e villini di proprietà privata che durante la stagione vengono occupati dai proprietari o ceduti in affitto" e osservando molte di queste costruzioni si ha l'impressione che il tempo non sia trascorso.
Terrazza a mare
I giardinetti di fronte al mare ospitano il busto marmoreo del patriota maremmano Ettore Socci.
Info Follonica
Follonica è una delle località più sviluppate sulla costa grossetana. D'estate è letteralmente presa d'assalto da numerosi turisti, sia italiani che stranieri, in quanto offre numerose possibilità di svago e divertimento. Numerosi sono i locali della città: gelaterie, pub, bar e ristoranti. Nella zona ci sono anche alcune discoteche come il Tartana, famosa in tutta la toscana.
Eventi
Festa del Mare
Spettacolo pirotecnico e musica in spiaggia. Viene effettuata il 14 agosto.
Spiaggie di Follonica La spiaggia
Carbonifera – Pappasole
(6 km dal centro direzione Nord) Partendo dal centro di Follonica ci dirigiamo verso il tracciato della vecchia Aurelia, in direzione Livorno; percorsi circa 3 km, al termine
di una larga curva verso destra, giriamo a sinistra in direzione Torre Mozza; passato il cavalcavia giriamo a destra e percorsi circa 400 metri troviamo sulla sinistra un grosso parcheggio attrezzato.
Parcheggiato il mezzo ci dirigiamo a piedi verso la spiaggia, che raggiungeremo transitando su una passerella in legno che sovrasta il padule, abitato in inverno da garzette, gallinelle e da una colonia di tartarughe d’acqua che in estate si spostano lungo i canali adiacenti. Attraversata la passerella ci addentriamo nella pineta e percorsi circa 100 metri arriviamo sulla spiaggia; dirigendosi verso destra troviamo una larga spiaggia di sabbia chiara che arriva fino al casello idraulico di Carbonifera. Il mare di questa spiaggia è caratterizzato a circa 30 metri dalla riva da una scogliera (che sembra sia il tracciato della strada consolare Aurelia) dove il mare è sempre basso, limpido e abitato da colonie di orate, saraghi, salpe e cozze: basta una maschera per scoprire un mondo nuovo ed incontaminato.
Torre mozza Torre Mozza (5 km dal centro direzione Nord)
Partendo dal centro di Follonica ci dirigiamo verso il tracciato della vecchia Aurelia, in direzione Livorno; percorsi circa 3 km, al termine di una larga curva verso destra, giriamo a sinistra in direzione Torre Mozza; passato il cavalcavia ci troviamo di fronte ad una zona adibita al parcheggio; passata la quale ci troviamo sulla spiaggia. La torre saracena, che si immerge verso il mare cristallino, fa da guardia ad un paesaggio selvaggio fatto di dune sabbiose e canneti; dalla spiaggia si vede tutto l’arco del Golfo di Follonica, con a sinistra il promontorio di Punta Ala e a destra quello di Piombino; nelle giornate limpide si possono vedere, oltre all’Isola d’Elba, Montecristo, Cerboli, Palmaiola e la Corsica; la notte le luci di Macinaggio (Corsica) si confondono e si intrecciano con quelle del Cavo (Elba) e Piombino. Lungo l’arenile, in direzione di Follonica, si trovano campeggi e villaggi turistici con attrazioni e ampie possibilità di svago e divertimento.
Il Boschetto
(3 km dal centro direzione Nord)
Partendo dal centro di Follonica ci dirigiamo sul Lungomare Italia in direzione Prato Ranieri, sorpassato il Villaggio “Golfo del Sole” continuiamo ancora 400 metri, trovando sulla sinistra una stradina strerrata con una sbarra che blocca il passaggio agli automezzi; attraversiamo
la sbarra e ci incamminiamo lungo uno strabello che costeggia un fosso scolmatore della padule (l’acqua è pulitissima): il fosso è in uso al Club Lega Navale di Follonica.
Arriviamo quindi sulla spiaggia: sulla destra vediamo lo skyline di Follonica ed uno stupendo arenile con il mare limpido e a ridosso la pineta (all’interno della quale potete trovare un bar-gelateria); i bagni privati che sono nella zona noleggiano patini e tavole a vela.
La Polveriera (2 km dal centro direzione Sud)
Partendo dal centro di Follonica ci immettiamo sulla Strada delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia.
Lasciate alle spalle le ultime case di Follonica la strada attraversa una pineta secolare; fatti circa 300 metri ci inoltriamo, sulla destra, in una stradina sterrata che entra dentro la pineta; percorsi 200 metri arriviamo all’arenile, molto ampio. Il mare è basso e nelle ore di bassa marea forma isolette di sabbia dive i bambini amano giocare. La pineta alle spalle offre ombra e refrigerio nelle ore più calde e tanti angoli dove poter consumare il pranzo al sacco o uno spuntino veloce; il mare quasi sempre caldo offre un acqua più calda che in altre zone del Golfo in quanto più bassa e con pochissime correnti.
Cala Violina (8 km dal centro direzione Sud)
Partendo dal centro di Follonica ci immettiamo sulla Strada delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia. Lasciate alle spalle lu ultime case di Follonica la strada attraversa una pineta secolare; fatti circa 2000 metri arriviamo in località Puntone; sorpassato il canale adibito al porticciolo turistico, prima di iniziare una lunga curva in salita, giriamo a destra e percorsi circa 1000 metri la strada diventa sterrata. Continuiamo ancora e arriviamo ad un bivio: sulla destra possiamo lasciare le auto e continuare poi sulla sinistra a piedi o con la bicicletta (poco dopo, infatti, la strada è interdetta a tutti i mezzi a motore). Dopo la sbarra un sentiero si addentra nella macchia, con viste mozzafiato sul Golfo (Le Costiere). Percorsi circa 1500 metri arriviamo a Cala Martina, piccola spiaggia rocciosa (un monumento sul sentiero ed un cippo in mare, ricordano la fuga di Garibaldi inseguito dalle guardie pontificie); continuando ancora lungo il sentiero e percorsi altri 2500 metri arriviamo a Cala Violina: qui, immersi nella macchia, troviamo tavoli e panche per il pic nic ed una spiaggia ampia con un mare limpido e cristallino. Il nome della spiaggia deriva dal fatto che camminando sulla sabbia suona come uno strumento a corda. Vi ricordiamo che siamo nella Riserva Naturale de “Le Costiere”, è vietato il campeggio e la sosta dopo le ore 19.00; non si possono accendere fuochi e soprattutto lasciare rifiuti fuori dai bidoni predisposti.
Casetta Civinini (15 km dal centro direzione Sud)
Partendo dal centro di Follonica ci immettiamo sulla Strada delle Collacchie, direzione Castiglione della Pescaia. Lasciate alle spalle le ultime case di Follonica la strada attraversa una pineta secolare; continuiamo in direzione Castiglione della Pescaia e percorsi circa 10 km arriviamo al bivio sulla destra per Punta Ala: lo prendiamo e percorsi circa 2 km arriviamo ad una larga curva sulla sinistra, al termine della quale troviamo un piccolo cancello in legno con
l’indicazione Casetta Civinini; entriamo nella pineta e poco dopo troviamo un parcheggio. All’ombra dei pini troviamo un piccolo bar e percorsi pochi metri siamo sulla spiaggia, larga oltre 6 km. Alla nostra destra, sulla collina, la villa che guarda Cala Civette; alla nostra sinistra, in lontananza, la Torre Hidalgo e poco più in alto il Castello di Italo Balbo. Nelle giornate limpide di fronte a noi la sagoma imponente dell’Isola d’Elba: siamo sul lembo meridionale del Golfo di Follonica, ed il promontorio di Piombino, in lontananza, chiude questo splendido semicerchio fatto di spiagge sabbiose e acque cristalline.
costa toscanaLa spiaggia è larga una ventina di metri, in paese. Decisamente più ampio il tratto a sud del paese stesso, dove fra la spiaggia e la strada c'è una bella pineta su delle dune abbastanza alte. Piacevole la passeggiata lungomare, che si affaccia direttamente sulla battigia. Una caratteristica di Follonica sono le case che, a parte il centro, si affacciano direttamente sull'arenile, quasi fossero parte integrante della spiaggia. Da visitare, poi, in via Zara, il Museo dei ferri e della ghisa.
La Sterpaia
Parco Naturale de La Sterpaia unisce Torte del Sale a Torre Mozza, con un lungo ma omogeneo cordone sabbioso. Torre del Sale, subito a est di Piombino, è caratterizzato dalla presenza di una centrale ENEL che domina il panorama. La situazione di questo tratto di costa è piuttosto interessante, caratterizzata com'è dalla foce di un ramo del Cornia che forma ampie isole sabbiose. Queste dune semisommerse vengono periodicamente coperte o lasciate all'asciutto dalla modesta marea mediterranea. Percorrere a piedi questi banchi sabbiosi dopo una mareggiata vuoi dire trovarvi un'infinità di organismi marini spiaggiati, mentre il terreno reca impresso il disegno delle onde. Piùall'interno si incontrano le specie vegetali amanti della sabbia, come i ciuffi compatti della margherita marina, veri cuscini vegetali dal colore candido. Lungo il fiume le colorate baracche dei pescatori arricchiscono il paesaggio. Aggirata la centrale, la strada torna lungo la costa, da cui la separano i canali della passata bonifica e una sottile striscia boschiva di pino d'Aleppo. Si è salvata una zona di foresta umida, testimonianza dell'antico paesaggio litoraneo della Maremma. Al suo interno si trovano ancora querce secolari, impreziosite da un discreto sottobosco. L'albero più numeroso è il frassino ossifillo, oltre a qualche farnia e acero campestre. FollonicaTutto il parco è facilmente visitabile e ben segnalato, con, alla fine di ogni ingresso, un comodo parcheggio. Oltre la pineta, una fascia di dune coperte da una stenta vegetazione, spazzata dal vento e bruciata dalla salsedine, rende evidente come sia appropriato il nome Sterpaia. La spiaggia è larga una ventina di metri ed appare in buona salute, probabilmente perché ben alimentata dalla sabbia portata dal Cornia.
Orti Bottegone
Interessante è la presenza di una palude situata subito dietro la costa. Nata nel 1991, l'oasi WWF Orti Bottagone copre 109 ettari, con camminamenti e osservatori.


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